Atomic Rock
I The Crooks si collocano così nella terra di mezzo e con “Atomic Rock” infatti si allontanano dal punk e si avvicinano maggiormente al rock, rimanendone comunque a distanza di sicurezza.
- Artista
- The Crooks
- Etichetta
- DVL Dischi Vololibero
“Atomic Rock” è il quarto disco dei milanesi The Crooks: sporco, ruvido, quasi inaspettato. Ritornano sulle scene dopo quattro anni dall’ultimo “High Society Rock’n’Roll” sempre energici, ma meno incazzati del solito: la svolta compositiva in questa tornata prevede infatti un ammorbidimento in alcuni passaggi, alternato a momenti esplosivi.
Ma non è tutto, perché nelle dieci tracce del disco più tre bonus tracks (breve divagazione: è disponibile anche in formato vinile con posterino annesso) si perde quella matrice prettamente punk stile Ramones dei primi anni di vita, e si incrociano invece di continuo le strade del rock con Allright! e Opportunities, quelle dell’hardcore nudo e crudo di Kneel Down, ma si allungano anche i tentacoli sul garage rock degli anni ’70 (F.F. R’n’R , Jupiter’s Party e Smash it Up). Rimane comunque una luce parecchio soffusa su quello che è stato il marchio di fabbrica dei The Crooks, e cioè il punk rock a stelle e strisce “made in CBGB’s” ascoltando per esempio 2nd Chance e Victim of the Circumstances.
La natura derivativa – sennonchè coraggiosa – di “Atomic Rock” si percepisce poi dagli spruzzi di maracas, trombe, pianoforti e chitarre acustiche che fanno breccia nei brani regalandogli un tono più incravattato. Non ci sono grandi novità musicali, questo è certo, ma questo disco ha un’anima live molto accentuata che farà sudare parecchio.
I The Crooks si collocano così nella terra di mezzo: “Atomic Rock” si allontana dal punk per l’impatto e si avvicina maggiormente al rock per gli arrangiamenti, rimanendone comunque a distanza di sicurezza e senza perdere però quell’energia innata della band.


