Shame On
Quello che comunica “Shame On” è un crogiolo di tante ispirazioni inserite forse in maniera troppo caotica, non conferendo carisma al risultato finale. Il rischio di essere uno dei tanti lavori “che suona senza eco” è dietro l'angolo.
Colossus
Un risultato di tante influenze, dagli storici U2 ai LCD Soundsystem e ai Depeche Mode. Non dispiace la miscela di suoni e la sperimentazione dal rock ai suoi derivati in questo caso non rappresenta un lavoro raffazzonato.
First Chapter
Un interessante esempio di declinazione dei linguaggi delle avanguardie della musica postmoderna attraverso l’espediente della vastità offerta dalla musica elettronica.
Offline
Un buon sottofondo per performance tipiche dell’ Azionismo Viennese anni ‘70; sul piano musicale è un lavoro robusto volutamente alienante ed estraniante. Da ascoltare da soli, in camera e con gli occhi chiusi.
Lontano
Le potenzialità ci sono ma la band dovrebbe distaccarsi dal filone che caratterizza un certo rock italico così da sperimentare strade nuove, più originali e magari meno intuitive ma che diano il segno di uno stile personale.
Frozen Dancers
Un lavoro che non fa sconti e non scende a compromessi. Un magma sonico cosmico e evanescente che funziona bene, presentandosi come un progetto maturo e valido, in grado di emozionare già dai primi minuti di ascolto.
Blur live @ Primavera Sound – Barcellona, 24 maggio 2013
In più di un ora e mezza di spettacolo, iniziato all’una e trenta di notte, hanno saputo regalarci un live valido e divertente, definito “un po' cartoon”. Un’apparizione che rende ancora i Blur degni di appartenere alla classifica delle band evergreen dei 90’s.
Shaking the Habitual
A un orecchio superficiale potrebbe risultare enigmatico e complesso ma è un intrigante viaggio musicale che esprime un genere di comunicazione sui generis dalla capacità evocativa talmente forte da risvegliare le facoltà spirituali.