Still Alive At Mag Mell
“Still Alive At Mag Mell” è un riuscito, primo passo di un nuovo collettivo cammino, il quale, a sentire quanto contenuto tra questi solchi, sarà senza dubbio foriero di numerose, nonchè ampiamente meritate, soddisfazioni.
Right Now
Un debutto di notevole spessore o meglio, citando le parole dell'armonicista di Kosciusko poc'anzi menzionato, «That's tremendous !!». E se lo dice una vecchia, incanutita, volpe come Musselwhite potete pur credergli.
Lion City
Terzo capitolo discografico della creatura a nome Dirtmusic, nata dalle menti di Chris Eckman e Hugo Race, ritornati in terra africana sospinti dalle proprie bramosie di ricerca e sperimentazione
Sogno Errando
Un'opera matura e ragionata necessitante di un ascolto attento e partecipato, per riuscire a districarsi nell'intricata, avviluppante, tela strumentale intessuta con sapienza dal sestetto bolognese
Occhi Pieni Occhi Vuoti Ep
Lavelli mostra in quattro tracce d'introspettiva delizia lirica, il suo voler “svecchiare” gli stilemi arrangiativi del cantautorato nostrano, grazie ad una personale amalgama melodico.
Sixto Rodriguez live @ Auditorium G. Verdi – Milano, 22 marzo 2014
Solo il tempo saprà dirci come evolverà la “nuova vita” artistica di Sixto Dìaz Rodriguez, nel frattempo rimangono le parole con le quali ci ha salutato questa sera «Thanks for your time then you can thank me for mine».
33
Otto pillole dalle tinte grigie, in grado, una volta “ingoiate”, di farvi librare leggeri tra ovattate nuvole e arcobaleni multicolori, verso le nebbie di un passato capace ancor oggi di sedurre con il proprio incanto sonico.
Fai Come Faresti
Dodici canzoni fresche e genuine, figlie d'una giovanile volontà di non prendersi troppo sul serio, ma bensì di far divertire, divertendosi.
Proximi Luces
Tra malinconia attendista e inquiete digressioni strumentali ecco un suggestivo caleidoscopio emozionale, frutto ispirato di una limpidezza compositiva propria più di un navigato ensemble che di un gruppo alla sua opera prima.
Be Here When You Get There
Quinto album per la band di Brooklyn, dalla line up, invero, alquanto labile, e ruotante sempre più intorno all'estro compositivo di Gary Levitt, di fatto la mente dietro all'intero progetto