King Of The Beach
Nathan Williams è ora il tipico losangelino che arruffa bisticci, è il caos che muta con lamine simboliche e psichiche lo scarno arenile delle coste <i>indie</i> nell’oro primigenio della sabbia <i>lo-fi</i>.
Margareth, Frank And The Bear
Complessivamente un lavoro buono, anche se in quel bosco lì, il cestino di ”Margareth, Frank And The Bear” avrebbe dovuto schivare un po’ meglio le moine musicate del villaggio.
Ludotech
Con questo secondo album, i Frost mettono in campo tutte le loro manie, che siano elettroniche o meno, poco importa perché non le disperdono mai nemmeno per un minuto.
Paolo Benvegnù + Offlaga Disco Pax live @ Soluzioni Semplici Festival, Parco della Casa del Jazz – Roma, 4 luglio 2011
Ė a Collini che bisognerebbe dedicare una piazza davanti a qualche ipermercato, se non altro per quel suo modo di fare al contempo schivo e disponibile, riservato e libero dai soliti schemi culturali
unActualZ
Certo, questo è un album un po’ derivativo ma almeno le radici sono ramificate per benino. Oserei, quasi, dire che è sempre la solita minestra, ma riscaldata bene.
Namegivers’ Avenue
È un beat imperituro, situato lì tra stratificazioni varie ad inseguire una trance tanto attesa che a tratti è lontanissima, in altri talmente vicina da dissolversi nel rumorio dei vostri marchingegni di casa.
Naive New Beaters live @ Roma Vintage, Parco San Sebastiano – Roma, 17 giugno 2011
David è un perfetto "mc" e la scena la mantiene senza fin troppi problemi, in una sessantina di minuti tanto disordinati quanto avvincent
Sootiness, Sonsy Girl
Gemme di un giardino autunnale dove se ascolti bene riesci perfino a sentire l’essenza odorosa di un bianco candido. Folk tinto nella pace dei sensi, in un composto di due tracce inedite alle quali si aggiungono due cover rivisitate in un formato country moderno.
Future Songs
Un disco prezioso, un piccolo capolavoro grezzo e genuino come non se ne sentiva da tempo. Un plauso come sempre all’etichetta che continua a gettare luce laddove molti altri non capaciteranno mai arrivare
Double Visions
Un album da camera nel senso più tecnico del termine, un agglomerato sonoro che rimbomba nell’anticamera del cervello, una fuga in massa seguita al grido di ‘si salvi chi può’.