Agorà
Appunta una bella medaglietta sul petto già meritevole di Amenábar, per il solo fatto di essere il primo kolossal antico ad avere per protagonista la cultura, parte più negletta nelle ricostruzioni storiche
Scontro tra titani (Clash Of The Titans)
Con un approccio serio e filologico questo film avrebbe potuto essere un’opera maggiormente degna di nota, ma probabilmente non è così che ci si muove oggi a Hollywood sulle pellicole di genere: peccato
Sunshine Cleaning
Alla fine del film se ne rimpiange solo la breve durata: solo una rapida immersione in un affascinante e bizzarro serbatoio di umanità che solo gli sconfinati States sembrano riuscire a fornire
Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo: Il ladro di fulmini (Percy Jackson & the Olympians: The Lightning Thief)
L’onda lunga di "Harry Potter" fa sentire ancora i suoi effetti, a nove anni dall’inizio della saga cinematografica. La letteratura spicciola nota come "young adult fantasy" ha avuto una vera e propria esplosione in questi anni
Wolfman (The Wolfman)
L’enorme punto debole è la totale mancanza di qualsiasi senso del mistero e di atmosfera del soprannaturale, di cui la Hollywood in bianco e nero ne sapeva qualcosa
Il mondo dei replicanti (Surrogates)
Il film di Jonathan Mostow, tratto da un’omonima "graphic novel", si muove sui consueti binari di un medio/mediocre prodotto hollywoodiano di fantascienza
Amelia
La locandina allude, con un’evidente interpretazione falsata della storia del personaggio, ad una storia d’amore di coppia, laddove per Amelia non esisteva altro che il volo, tanto da morirne
Jennifer’s Body
Le vittime della pericolosa bellezza di Jennifer finiscono per essere divorate vive da lei. In questo la rivalsa femminista della sceneggiatrice Diablo Cody si fa sentire pesantemente, dopo anni passati a lavorare come stripper
(500) giorni insieme ((500) Days Of Summer)
Da quell’enorme iceberg sommerso che è il cinema indipendente americano, questo gioiellino dell’esordiente Marc Webb emerge per colpirci davvero al cuore
District 9
Il geniale "hobbit" barbuto della Nuova Zelanda, Peter Jackson, fa ancora centro, stavolta come produttore: un vento di novità fantascientifica soffia dalla più inattesa delle periferie anglofone del mondo, il Sudafrica