Italiani 16 Dicembre 2008

Beatrice Antolini live @ Circolo degli Artisti – Roma, 12 dicembre 2008

La Urtovox Rec. colpisce ancora. L’etichetta indipendente fiorentina, infatti, continua a lasciare il proprio marchio su alcuni tra i migliori artisti italiani. L’ultima novità ha il profumo di rosa selvatica, si tratta di Beatrice Antolini, la graziosa streghetta dai capelli corvini che riesce a incantare chiunque abbia la fortuna di poterla ascoltare.
Con un sound tra il rock psichedelico e il funky, impastato su una sbriciolata di polvere onirica, che riporta a luoghi lontani, Beatrice ammalia il pubblico con i suoi occhi grandi e la leggiadria con la quale fa danzare le dita sulla tastiera. Ad accompagnarla, oltre ai classici, batteria, basso, chitarra, un nodo di percussioni e fiati, scaturito da bonghi e tromba, che danno un’impronta esotica alle caratteristiche musicali, appartenenti alle creazioni della streghetta bolognese.

“A New Room For A Quiet Life” è la porta d’ingresso per il bosco fiabesco di Beatrice, un intro latino intrecciato con la sua voce da bambina, che strilla come a voler chiedere attenzione. “Sugarize” muta nettamente i toni, sembra di trovarsi in un saloon western; il bassista suona il suo strumento con le bacchette della batteria, Beatrice batte le mani e si muove sinuosa e timida allo stesso tempo.
Il pubblico, anche se non ingente, la ama e rimane inebetito davanti ad ogni piccolo gesto, ad ogni suono, che le labbra di questa intrigante figura, emette. Nessun ritornello da ricordare, ad eccezione della schizofrenica “Funky Show”, unico pezzo che strizza l’occhio alla classica struttura pop.
Il nuovo lavoro “A due” è emotivamente carico di un’intimità profonda, un esempio ne è “Morbidalga”, in cui si rischia di trattenere il fiato troppo a lungo, cercando di capire in che film, decolorato da atmosfere tetre, si è finiti. La scaletta contiene anche tracce del primo album, come “Bread And Puppets” o “Coca Cola Shirley Cannonball”, che rivelano la diversità dei due dischi.

Un po’ donna, un po’ bambina, tra sguardi languidi e sorrisi incerti, Beatrice Antolini porta a termine il concerto, lasciando i presenti in balìa di un’atmosfera di luce e ombra al sapore nostalgico.