Folk 16 Gennaio 2012

Between The Concrete And Clouds

Aspettiamo di capire qual è la vera strada che Kevin Devine vuole prendere, se sta nella semplificazione totale del discorso musicale fino alla non espressione, oppure se questo è solo un passaggio verso qualcos’altro.

Artista
Kevin Devine

Uscito fuori da un lungo periodo di tour Kevine Devine torna lucidato a nuovo con un album che vuole raccontare tanto non solo di se stesso ma anche di chi con lui, in questi ultimi cinque anni, ha passato tempo reale e creativo per concepire queste musiche. Divine non si perde appresso a niente, si concentra e tira fuori la sua acustica così strutturata bene sui testi da sembrare veramente un tutt’uno. Ha qualcosa di diverso, sì, contaminazioni più ‘popular’ che provengono probabilmente dai suoi incontri. È chiaro comunque che il cantautore ha trovato una nuova visione della musica, forse più semplice di prima ma anche piena di effetto e di magia.
È questa un po’ l’impressione che si ha all’ascolto di ”Between The Concrete And Clouds, di un album che vive in una dimensione sogno e che ci lega alla realtà quasi solo attraverso le parole dei racconti di Devine, ma nemmeno troppo, e forse il titolo è ben voluto a suggerire questo significato.
A un certo punto alcuni potrebbero trovarlo anche soporifero perché no, è un album che ti fa perdere nei meandri dei tuoi pensieri e ci sta che non ne esci più. Che sia proprio questa l’ultima frontiera della sperimentazione indie folk? Non possiamo certo affermarlo con certezza assoluta ma sicuramente è un album che gli amanti del genere avranno la curiosità di ascoltare e riascoltare per scoprire i suoi segreti, che noi abbiamo avuto oscuri ancora al terzo ascolto.
Aspettiamo di capire qual è la vera strada che Kevin Devine vuole prendere, se sta nella semplificazione totale del discorso musicale fino alla non espressione, oppure se questo è solo un passaggio verso qualcos’altro.