Folk 4 Gennaio 2019

Beyon the End

Un disco intimista, ricco di momenti affascinanti; le composizioni, abbastanza brevi, potrebbero essere la colonna sonora di un film che alterna scene velate di mistero a sequenze con atmosfere nostalgiche e tristi. spiazza chi lo ricordava come autore di canzoni a metà strada tra l’elettrico e l’acustico. Ideale per accompagnare le giornate piovose invernali

Esordito nel 2000, Ed Harcourt ha iniziato a muovere i passi nel mercato discografico in un periodo in cui i cantautori avevano ricominciato a richiamare l’attenzione delle testate specializzate. Il cosiddetto New Acoustic Movement provocava qualche emozione e parecchie irritazioni (i plagi erano frequenti), e, parallelamente, un numero consistente di artisti che venivano celebrati dai critici musicali tendeva perniciosamente al depresso spinto (un nome per tutti, andando a memoria: Tom McRae).

Pregevoli l’EP Maplewood e il primo LP Here Be Monsters, con cui si è avviata una carriera che chi scrive ha poi del tutto trascurato. Nel frattempo, Harcourt ha quasi raggiunto il traguardo della decina di album incisi, e questa sua nuova opera, Beyond The End, spiazza chi lo ricordava come autore di canzoni a metà strada tra l’elettrico e l’acustico.

“Beyond The End” è interamente strumentale, incentrato su un pianoforte che costruisce melodie ipnotiche e malinconiche, arricchite da un uso moderato degli archi. Un disco intimista, ricco di momenti affascinanti; le composizioni, abbastanza brevi, potrebbero essere la colonna sonora di un film che alterna scene velate di mistero a sequenze con atmosfere nostalgiche e tristi.

La prima parte dell’album, a cominciare da Diving Bell, è incantevole. Gli arpeggi diffondono mestizia, e la musica può lontanamente ricordare lo Yann Tiersen del “Favoloso mondo di Amélie” (Wolves Change Rivers, Duet For Ghosts); di tanto in tanto, invece, si evoca inquietudine (Keep Us Safe). Meno interessante il resto del disco, che però offre echi ancestrali di folk anglo-irlandese (Beneath The Brine) e crea struggimento con la delicata Circling Red Kites.

Un disco ideale per accompagnare le giornate piovose invernali