Danzig
Le edizioni in vinile dei Danzig, gruppo a suo modo di culto formato dall’ex frontman dei Misfits nel 1987 dopo lo scioglimento dei Samhain ‒ pochissimi gli anni di attività di questi ultimi e, di fatto, solo due trentatré giri in repertorio durante la loro breve vita ‒ erano diventate estremamente rare, con quotazioni folli (evitiamo di prendere in considerazione la sovrabbondanza di bootleg immessi sul mercato nell’ultimo ventennio). Di conseguenza, non si può che accogliere calorosamente il ciclo di ristampe che riporta negli espositori i titoli incisi da Glenn Danzig e compagni tra il 1988 e il 1994, benché privi di uno straccio di liner notes o di tracce extra (caratteristica assai spiacevole per l’acquirente). <br>
Live Boots (Emerald City, Cherry Hill, NJ, 4/17/1981)
Viene da chiedersi come sia possibile che la musica di un complesso dotato di un tale talento e di un’originalità così spiccata non “appartenga”, in termini di riconoscimento pubblico, al patrimonio collettivo e che rimanga confinata in una nicchia, per quanto molto solida. Da ricordare, comunque, anche l’esecuzione di “No Language In Our Lungs” e quella vorticosa, dilatata, di “Scissor Man”, che rappresentano rispettivamente il lato più morbido e quello più sperimentale della band. Uscito per il Record Store Day dello scorso aprile, questo doppio LP dal vivo degli XTC è stato un titolo troppo accattivante per lasciarselo sfuggire. Imperdibile.
Guns N’Roses: The Truth – La verità
Cenni biografici, gli artisti che hanno influenzato la band, la precarietà degli inizi, l’affiatamento, il successo, i contrasti, gli atteggiamenti ingestibili, le droghe, le strade che si dividono per poi intrecciarsi di nuovo, le polemiche, le “rinascite”. Nell’edizione<br>aggiornata della monografia di Ken Paisli, pubblicata da poco da Il Castello nella efficace traduzione di Federico Traversa, c’è tutto e il libro si manifesta subito come opera imperdibile per i fan dei Guns N'Roses
Descended Like Vultures (20th Anniversary Director’s Cut)
“Descended Like Vultures” è il secondo album inciso dai Rogue Wave, gruppo californiano di cui ignoravamo l’esistenza prima di aver ascoltato la ristampa “espansa” pubblicata dalla Sub Pop in occasione del ventennale dell’uscita. Un disco caratterizzato da un equilibrio perfetto di melodie scoppiettanti e malinconie tenere e struggenti, dalla mescolanza intrigante di chitarre acustiche ed elettriche, da arpeggi delicati e passaggi vibranti. Una piacevole scoperta, questo “Descended Like Vultures”; da ascoltare in cuffia per cogliere tutte le sfumature che lo arricchiscono<br>
Live @ MONK, Roma ‒ 17 aprile 2026
A un non adepto del gruppo l’impressione suscitata dall’esibizione dei Notwist si può riassumere in due aggettivi: bravi, creativi. Dal vivo, però, l’elettronica e le apparecchiature usate per ottenere i suoni che rendono originali le loro canzoni sembrano fronzoli. Dell’agglomerato sonoro sperimentale che ha reso celebri i Notwist ciò che sembra funzionare alla perfezione durante l’esibizione è la componente più influenzata dall’intensità emotiva e dai ritmi incalzanti dell’“indie”, non quella elettronica. Senza ombra di dubbio ci siamo trovati per l’ennesima volta di fronte a un gruppo straordinario, capace di creare sonorità poderose e articolate e al contempo ricche di sfumature. Un caleidoscopio di melodie che, sfrondato degli orpelli sperimentali, emana un fascino irresistibile
Live @ MONK, Roma ‒ 31 marzo 2026
A un anno di distanza dal precedente concerto al Monk, Alberto Bianco ha dimostrato nuovamente il proprio talento musicale e la capacità innegabile di instaurare una relazione intima, confidenziale col pubblico. In tour per presentare dal vivo brani del nuovo album “Camaleonte”, accompagnato da Roberto Angelini e Andrea "Fish" Pesce, Bianco alterna l’esecuzione delle canzoni con intermezzi in cui l’ironia e la sincerità rinsaldano la sintonia con i presenti in sala. E anche stavolta l’intesa tra i musicisti, le battute, i ringraziamenti e gli abbracci scambiati sul palco non lasciano indifferenti
Demos & Outtakes 1979-1980
Gruppo californiano formato nel 1978 interamente da ragazze (tra cui Belinda Carlisle, che si sarebbe guadagnata fama internazionale come solista nella seconda metà degli anni Ottanta), le Go-Go's dimostrano una vitalità contagiosa e prorompente in questa raccolta di demo, registrazioni di session in studio e performance dal vivo. Riverberi di una musica spumeggiante, orecchiabile, fremente. Armonie vocali, battiti di mani, linee di chitarra surf o distorsioni moderate sostenute da una sezione ritmica incalzante danno vita a melodie accattivanti
Live @ Largo Venue, Roma, 23 gennaio 2026
<br>Sei anni fa su queste pagine abbiamo elogiato con lodi entusiastiche l’esibizione dei Dream Syndicate al Monk di Roma.Stasera, l’autocelebrazione proposta dalla band con l’esecuzione dell’album “Medicine Show” nella sua interezza ha fornito un’altra occasione per godersi lo spettacolo entusiasmante a cui riescono a dare vita Steve Wynn e compagni. Concerto magnifico al cospetto di cinque musicisti non esattamente nel fiore degli anni, che suonano con una verve da adolescenti
1985: The Miracle Year
“1985: The Miracle Year”, seconda uscita della Numero Group dedicata al complesso di Minneapolis dopo il box “Savage Young Dü” (recensito in queste pagine nel 2017), ci ricorda tale caratteristica distintiva degli Hüsker Dü attraverso una quarantina di brani registrati in tournée durante il 1985 tra Stati Uniti, Germania e Svizzera. Più che i cavalli di battaglia, ci sembra opportuno citare alcune canzoni restate un po’ nell’ombra; quelle di cui di solito non si parla, che qui risplendono di luce intensa. Sotto la scorza rumorosa, spicca quindi il brio pop anni Sessanta di “Books About UFOs”, “Hate Paper Doll”, “Green Eyes”, “Keep Hanging On” e “Flexible Flyer”
Let It Be (Deluxe Edition)
Magnifica ristampa pubblicata dalla Rhino, “Let It Be (Deluxe Edition)” riconcilia l’appassionato di musica acquirente di supporti fonografici con un’industria discografica che sovente pecca di sciatteria nei contenuti e nella confezione dei titoli immessi sul mercato. L’edizione espansa, corredata da un libretto scritto “come Dio comanda” e zeppo di informazioni (fornite soprattutto da Elizabeth Nelson, giornalista del prestigioso The New Yorker, e Peter Jesperson, manager e coproduttore di “Let It Be”), offre un disco di rarità (“Kiss My Grassroots: Rarities and B-Sides”) e un altro con la registrazione di un concerto inedito tenuto nel 1984 al Cubby Bear di Chicago (“Goodnight! Go Home”). Album eccezionale e ristampa rimpolpata imperdibile. Non occorre aggiungere altro