Italiani 6 Agosto 2014

Brunori Sas live @ “Roma incontra il Mondo”, Villa Ada – Roma, 25 luglio 2014

Ritorna… sempre ritorna Dario Brunori, meglio dei peperoni dopo la digestione e sono anni che, per testimonianza diretta, vedo crescere lo zoccolo duro dei suoi affezionati a cui si aggiungono ai concerti manciate di curiosi e di vacanzieri.
E si alza anche la media di altezza dei suoi spettatori, rispetto ai primi concerti al Circolo degli Artisti, quando forte del suo esordio discografico di Vol. 1 raccoglieva attorno a se la spinta e la fiducia dei suoi conterranei calabresi.

Brunori e la sua Sas stanno all’estate come il cornetto Motta sta agli stabilimenti balneari, sempre apparentemente leggero ma tremendamente ancorato alla realtà di tutti i giorni e ai sentimenti “non facili” che scorrono nelle sue canzoni mutate nel tempo.
La tappa di Roma è l’occasione per ripassare meglio il suo Vol. 3 – Il cammino di Santiago… in Taxi, un album diverso rispetto ai precedenti che fa venire fuori la natura musicale del Brunori strumentale. L’effetto è a corrente alternata tra canzonette apparentemente scanzonate e momenti più intimi dove Brunori si raccoglie alla tastiera in solitario per sottolineare un momento e per trasmettere le sue emozioni senza fretta.

Rimane intatta la sua verve goliardica che tra cori da stadio e bordate di fischi (a richiesta) lancia il concerto verso la caciara finale dove ormai tutti cantano a memoria i pezzi forti del repertorio e molti ballano come tarantolati.
E’ la formula folk-rock del Brunori del 2014, bastone e carota nel senso migliore del termine, quello che ti fa pensare e poi ti fa saltare e in molti casi ti riesce sempre ad emozionare.
Scorrono tutti i suoi pezzi migliori senza alcuna stanchezza e rivedendo la foto postata dal backstage sul suo profilo FB il giorno dopo, eravamo veramente tanti a rispondere alle impertinenti provocazioni del Capo Azienda Brunori.

Cosi mentre mi allontano sulle note di Rosa tra i vialetti di Villa Ada, mi viene da pensare che anche quest’anno il “31 di agosto ci sarà una storia che nasce e un’estate che muore”