Italiani 18 Luglio 2008

Bugo + Linea 77 live @ Festa dell’Unità, Terme di Caracalla – Roma, 17 luglio 2008

Bugo e Linea 77. Due artisti musicalmente molto diversi ma di attitudine simile, dato accertato dalla maggior parte di pubblico presente per entrambi, indistintamente.

Aggirando ogni previsione che vedrebbe per “anzianità” i Linea 77 suonare come headliner, a salire sul palco per primi, sono proprio i cinque torinesi. Aprono con l’ultimo singolo “The Sharp Sound Of Blades” preceduto da un’intro; il pezzo è uno dei più melodici del nuovo album ma fa ugualmente infiammare la folla, soprattutto nella parte finale in cui la batteria aumenta la velocità per sfociare in hardcore. Si continua con “Sempre meglio” e “Grotesque” nello stesso ordine del cd, per poi tornare con “Evoluzione” all’album “Available For Propaganda”, che dà il via ad una serie di pezzi in italiano che il pubblico canta ininterrottamente. Durante “To Protect And Serve” i Linea sono soliti chiedere al pubblico di formare due grandi gruppi, lasciando uno spazio in mezzo, per poi mescolarsi e pogare, all’inizio del ritornello; gli sguardi dei ragazzi sotto il palco sono dubbiosi, probabilmente la maggior parte di loro sono al primo concerto dei torinesi perché seguono con poca convinzione le “direttive” di un Nitto un po’ contrariato dalla poca collaborazione fra gli spettatori.
I Linea 77 sono sempre molto carichi sul palco e non deludono le aspettative dei vecchi e nuovi fan, e soprattutto con questo tour si mostrano quelli di sempre, anche dopo le polemiche legate al pezzo featuring Tiziano Ferro, che fra l’altro lasceranno fuori dalla scaletta (volutamente o un caso?). Dopo un’ora di live, ecco arrivare l’ultimo brano, “Touch”, ormai da anni “canzone-simbolo” di chiusura-set dei Linea.

Il pubblico delle prime file sale vistosamente d’età ma i più giovani rimango ugualmente incuriositi da chi è esattamente l’opposto dei primi artisti che si sono esibiti. Quindi è la volta di Bugo. Personaggio particolare ed eccentrico, a partire dalla sua stilosa chitarra color argento. Con formazioni sempre diverse, questa sera si “avvale” principalmente di basi e di un “omino”, tal Greg, che farà il “tuttofare” nella band immaginaria di Bugo.
Salta, si dimena e ride. Cristian Bugatti sembra un folletto iperattivo che con la sua tagliente ironia spazza via tutti i brutti pensieri possibili nelle teste di un pubblico decisamente divertito. “C’è crisi” è il terzo pezzo ed è anche un tripudio di voci: ecco cosa succede a farsi “infettare” dal “dio” pop commerciale! Ma non è un dramma. Infatti la particolarità del “Beck italiano” è il riuscire a rendere originale e intelligente un motivetto che le menti ottuse dei più (purtroppo!) troverebbero banale. I brani sono un mix tra nuovi e vecchi: “Buone maniere”, “Love boat”, “Che diritti ho su di te?”, “Millennia”. Tra suoni di sintetizzatore impazziti, Bugo ci regala un divertente teatrino di verità nascoste dietro filastrocche raccontate, chiudendo con la vecchissima “Casalingo”.

Bugo e Linea 77. Due realtà diverse ma che racchiudono parte di ciò che c’è di buono, per dirla alla maniera dei cinque torinesi, della “nuova” musica italiana.