Emergenti 4 Gennaio 2010

Contrasti

Buone premesse per una band che visti i contenuti del cd ha già delle ottime basi per dare il meglio nelle esibizioni “live”

Artista
Antistamina

Suona la carica, strombazza la riscossa, arrivano gli Antistamina. ”Apache” comincia la sua galoppata furibonda, e riecheggiano le pistolettate sul rullante, ritmo, ritmo, ritmo; la tromba è davanti alla truppa che incoraggia tutti i reparti. La goliardia, corre sulle piste del cd tra spruzzi di chitarra e i capitomboli dei fiati, si balla a perdifiato con il ”Perfetto Benpensante”, Ladyorange ci da dentro e scivola leggera con la voce sul brano che vele la pena riascoltare con molta cura.
Graffiante e sorniona il ”Primo della Classe” prende in giro, un classico dei cliché e lo fa con un botta e risposta della sezione ritmica e de fiati che si alternano agli scherni della chitarra, veloce dura e diretta, uno skapunk degno della migliore tradizione, in cui le doti tecniche di tutta la band affondano nel meglio del loro repertorio. Di marca più rock i suoni prodotti da ”Libertà Apparente”, la società è stanca e apatica e allora è bene darle una scossa, i fiati come dei desaparecidos soffiano contro vento mentre la rivolta sonora impazza; lo scontro si fa più aspro e deciso in ”Voglia di Cambiare”, questa parte del lavoro è particolarmente curata nella calibrazione dei suoni, e nel dosaggio delle parti in un mix molto riuscito, il contorno rock è una base solida che traccia le belle variazioni dei fiati e del cantato, da notare il superbo lavoro in questo brano di Bobby alla batteria.
Con il sesto brano ”Rebel Yell” la band dimostra di riuscire a non soffermarsi troppo sulle abitudini del genere tirando in “ballo” un classico di Billy Idol, decostruendolo e appropriandosene in una bellissima cover. ”Fiore Malato” sboccia col botto, segno di grande vitalità, qui lo ska viene leggermente sopito per lasciare spazio al rock duro e puro, ma non appassisce e ”Maturità” testimonia a pieno la furia della band che prende a pugni l’ipocrisia dominante.
Forse il pezzo meno efficace è ”Il Gioco Sporco”, lontano dal continuum dell’album, distante per sound e ritmo, La luce riporta frenesia elettrica e profondità, la chitarra martella incessantemente tutte le sezioni, in una lunga corsa spericolata e senza fine; ”La Trentesima Traccia” è le chiusura frenetica di un album che convince. Di sicuro dal vivo gli Antistamina, devono essere strepitosi, nell’attesa ci si può rituffare nel loro album.