Emergenti 15 Luglio 2017

Crash

Tre lunghe composizioni di pura improvvisazione nelle quali il trombettista bresciano mescola ritmi jazz, vari gradi di rumore e sonorità noise

L’etichetta discografica Parco della Musica Records è nata per promuovere i musicisti che si sono esibiti nel suo celebre Auditorium; la pubblicazione dello scorso maggio è dedicata al disco del trombettista Gabriele Mitelli, composto da tre lunghi brani (15, 20, 21 minuti) suddivisi ognuno in tre suites; ad una batteria anarchica in puro sitle jazz vengono affiancati rumori di ogni tipo e chitarre all’insegna del noise rock; ma piano piano è la tromba ad emergere e a diventare la vera protagonista.
Nella prima composizione (Frequency) oltre che ad una dichiarata citazione di Lanquidity di Sun Ra si odono voci fuori campo, suoni riconducibili a schiocchi di fruste e vari gradi di rumore. La seconda traccia (Tash) risulta ancora più variegata e si conclude con richiami alla canzone A tratti dei C.S.I. nella quale Gabriele Mitelli sfoga finalmente la sua voglia di cantare in puro stile Lindo Ferretti; le chitarre lunghe e sfilacciate sono sostenute da ritmi tribali davvero incisivi. La terza prova si intitola Take off ed esprime tutte le emozioni derivate da un decollo, fisico o spirituale che sia; la prima parte è la più melodica e immediata di tutto il disco ma la parte conclusiva si esprime in una psichedelia ardua da seguire.
L’artista bresciano insieme al batterista Cristiano Calcagnile e ai chitarristi Enrico Terragnoli e Gabrio Baldacci ha confezionato un lavoro ricco, denso e curioso da gustare anche se a tratti oscuro; non siamo di fronte ad un’opera di facile ascolto ma gli esperimenti sonori accomunati alle melodie della tromba possono senz’altro piacere anche ad orecchie poco esperte di jazz.