Cristina Donà
L'opera di certosina traduzione di "Dove Sei Tu" è efficace e la musica gode di un appeal melodico invidiabile in quanto pop-rock della miglior specie.
Decisa a superare i confini italiani, la monferrina Mescal pubblica – con la complicità della Ryko Disc – una versione in inglese dell’ultimo, bellissimo, disco di Cristina Donà “Dove sei tu”. L’album, intitolato semplicemente “Cristina Donà” è composto da riletture anglofone dei brani dell’opera originale (tradotti assieme a Davey Ray Moor, produttore), una cover di “How deep is your love” dei Bee Gees (già contenuta nell’esordio di Stellar Ray, gruppo di Davey Ray Moor) e la versione originale di “Goccia” già ascoltata in “Nido” del ’99. L’opera di certosina traduzione è efficace e la musica gode di un appeal melodico invidiabile in quanto pop-rock della miglior specie. Gli arrangiamenti non cambiano, se togliamo qualche remixaggio di “Invisible girl” (primo singolo) e un’introduzione differente di “Yesterday’s film” (“Nel mio giardino”) e il progetto sembra trovare una sua ragione d’essere nella sua lungimiranza.L’unico difetto trovato è il testo inglese di “Triathlon”, a volte troppo farraginoso e forzato da dettami metrici, ma questi sono cavilli di poco conto perchè “Cristina Donà” potrebbe effettivamente riuscire nell’ardua impresa di sdoganare – seppure cantando in inglese – la nostra musica. La qualità sembra esserci. Staremo a vedere.


