Emergenti 23 Agosto 2011

Dead Are Not Silent

Una proposta di grande qualità, rocciosa, evocativa e potente, una mosca bianca in un genere in cui è costante il rischio di lasciare che siano gli eccessi stilistici ad avere il sopravvento sulla qualità. Bene, bravi, aspettiamo il tris.

Artista
Hyban Draco
Etichetta
Casket Records

Probabile album dell’esplosione definitiva per gli iberici Hyban Draco, ”Dead Are Not Silent” rende certamente onore, in termini musicali, al filone nobile del black metal: quello, per intenderci, duro, crudo e non ancora ammorbato da goticume romanticheggiante in stile – piange il cuore a dirlo – “Twilight” e dintorni.
Rispetto al filone folkloristico e pagano che ha caratterizzato l’ondata anni ’90 del black, gli Hyban Draco propongono un black metal di stampo più moderno; se Emperor, Carpathian Forest, Celtic Frost e i Bathory della fase sperimentale sono le influenze più evidenti, le goticherie alla Cradle Of Filth sono ridotte al minimo: l’uso delle tastiere è piuttosto essenziale e i colori cupi e orrorifici delle foreste transilvaniche sono qui rese da un intrigante gioco tra il ‘blast beat’, la voce di Hyban Sparda nettamente migliorata sia nello ‘scream’ che nel ‘growl’, più profondi e gutturali, e i pattern di chitarra, che partono subito da grandi protagonisti in ”Angel’s Nightmare“ e ”The Star That Lights The Lake”, per poi giganteggiare in spirali claustrofobiche nella successiva ”Victorious Betrayal”.
Molto somiglianti tra loro, ”Infernal Glory”, “Supernatural Invocation” e “The Soul That Wanders Around The Universe” presentano un riff di chitarra che entra in un ‘loop’ ossessivo, che sembra quasi rapire l’ascoltatore tra le pieghe temporali delle leggende dei Carpazi. Non è da meno la parte conclusiva dell’album, in cui spicca una title track sulfurea e serrata.
Una proposta di grande qualità, rocciosa, evocativa e potente, una mosca bianca in un genere in cui è costante il rischio di lasciare che siano gli eccessi stilistici ad avere il sopravvento sulla qualità. Bene, bravi, aspettiamo il tris.