Emergenti 1 Luglio 2021

Death Of A Cheerleader

Un album di rivolta contro il razzismo, contro il patriarcato, contro le ingiustizie sociali, un disco di cui vi innamorerete al primo ascolto.

Artista
Pom Pom Squad
Etichetta
City Slang

Un album esaltante, un disco che spruzza energia da tutti i solchi, una band che regala una nuova ragione di esistere al punk rock, che resuscita il grunge e che conferisce una nuova dimensione alla musica pop.

Loro si fanno chiamare Pom Pom Squad e sono Mia Berrin, alla voce, Alex Mercuri alla chitarra, Mari Alè Figeman, al basso e Shelby Keller, alla batteria. Il disco si intitola “Death of a Cheerleader” e canalizza tutta la voglia di uscire fuori degli schemi, di ribellarsi al mondo così come generalmente inteso. La band si è formata a New York nel 2015 per iniziativa di Mia che voleva a tutti costi misurarsi con la scena punk e pop-rock. I suoi idoli erano vocalist come Courtney Love (Hole) e Kathleen Hanna (Bikini Kill) e, quando si trattava di andare al cinema, i suoi registi preferiti erano John Waters e David Lynch. Insomma, Mia si è creata un’estetica punk molto ben definita e sotto questa forte spinta emotiva ha finalmente realizzato il suo disegno artistico.

Un album molto ben articolato, quattordici brani che sanno essere gridati, elettrici e veloci – è il caso di “Head Cheerleader “, “Cake”, “Lux” e “Shame Reactions” – ma che riprendono anche melodie tipiche degli anni Sessanta – come su “Crying”, “Forever”, “Be Good” e “Crimson & Clover”, una gloriosa “cover” che risale proprio a quel periodo. Un disco a dir poco esaltante, un debutto fantastico un tuffo nel recente passato che – come di incanto – ci fa ritornare alla autenticità del “garage rock”. L’album è stato prodotto da Sarah Tudzin, delle Illuminati Hotties, e dalla stessa Mia Berrin.

Un album di rivolta contro il razzismo, contro il patriarcato, contro le ingiustizie sociali, un disco di cui vi innamorerete al primo ascolto.