Dismissione
Un lavoro interessante, stratificato, complesso, che potrebbe aprire, perché no?, nuove strade negli odierni, asfittici mercati editoriale e discografico.
- Artista
- Pane
- Etichetta
- New Model Label
Quarto lavoro per la formazione romana capitanata da Claudio Orlandi. Stavolta si tratta di un progetto multimediale, una sonorizzazione dell’omonima opera letteraria dell’autore Fabio Orecchini. ”Dismissione” è infatti un’analisi storica, filosofica e sociale del sempre attuale dramma dell’amianto ed allo stesso tempo una ricerca autentica sul linguaggio come materiale sonoro e verbovisivo.
Un lavoro interessante, stratificato, complesso, che potrebbe aprire, perché no?, nuove strade negli odierni, asfittici mercati editoriale e discografico.
I testi del disco, perlopiù recitati e poggianti su un tappeto sonoro sperimentale e dai toni art/free-jazz, sono un adattamento del lavoro dello stesso Orecchini presente nel libro, in ossequio al percorso intrapreso dalla band sulle orme della contaminazione tra musica e parola, laddove contaminazione è solo il preludio ad una più profonda compenetrazione. Il tutto sotto le spoglie di qualcosa che potremmo definire un’evoluzione iperlirica del teatro-canzone.
Maurizio Polsinelli (piano), Vito Andrea Arcomano (chitarra acustica), Claudio Madaudo (flauto traverso) e Ivan Macera (batteria) danno vita ad un sottofondo acustico, vellutato, quasi noir, suddiviso in sei pièce in cui ad elevarsi è il cantato-parlato teatrale, espressionistico e quasi impersonale di un Orlandi sospeso tra Pierpaolo Capovilla e Max Collini. Dire che è un lavoro da leggere oltre che ascoltare è una terribile banalità.


