Dresda: il pop civile, romantico, impegnato
“Civili” è il primo album dei Dresda, un lavoro che raccoglie e sviluppa il percorso iniziato con l'EP “Dresda” del 2024. Nove brani che condividono una stessa urgenza espressiva e che trovano il proprio equilibrio nel punto di contatto tra esperienza personale e realtà contemporanea.
- Artista
- Dresda
- Etichetta
- Musica Distesa
- Anno
- 2026
Sono tracce di new wave quelle che arrivano sempre… saranno i miei pregiudizi ma certe distese di suono urbano è li che mi riportano e sono luoghi che mi fanno innamorare sempre. E questa voce sottile, da perfetto cliché indie pop, indipendente nel vero gusto… che riporta agli Otto Ohm e riporta ad un immaginario anni ’90 da cui non posso prescindere.
Eccolo l’esordio dei Dresda, eccolo un disco prodotto da Giuliano Dottori ed eccolo il mondo di “Civili” disco che scorre dentro il fascino di belle soluzioni melodiche come in “Mira” o con quel retrogusto politicamente combattivo che troviamo dentro “Mistero”. E quei modi di drumming che un poco sanno fare il verso ad un certo punk plastificato come dentro “Maledetto orgoglio”… l’esordio dei Dresda poteva certamente insistere su direzioni di distorsioni e di eccessi, un esempio su tutti lo citerei con Aiutami” che quasi ci risento dentro i Fask e quindi la voglia di spingerle oltre il pop quelle chitarre e ritrovarmi dentro scenari distesi di post rock senza neanche accorgermene… o come nella splendida sospensione dell’ultima traccia dal titolo “Il mio amico”. Ecco: avrei esagerato visto che le carte secondo me ci sono tutte. Invece così mi resta fermo, in un territorio “normale” di indie-pop non troppo vissuto e riascoltato in mille altre occasioni. Bello, ben fatto… ma il coraggio avrebbe fatto altre scelte. Secondo me sia chiaro…


