Jazz 7 Febbraio 2002

Electric Sufi

Parola d’ordine: dimenticare Malak, il precedente album di Youssef. Electric Sufi ha proprio poco in comune con quel disco

Artista
Dhafer Youssef
Etichetta
Enja Records

Parola d’ordine: dimenticare Malak, il precedente album di Youssef. Electric Sufi ha proprio poco in comune con quel disco, a parte la profonda spiritualità, in questo caso resa esplicita già dal titolo (Sufi: filosofia atta alla ricerca dell’unità e della verità, culminante in una vita bilanciata, armoniosa e creativa, da raggiungere tramite il sacrificio e l’amore per il propro dio). Qui l’autore rinuncia agli assoli vocali (se non in un paio di tracce), ai ritmi lentissmi e alle atmosfere impalpabili, per approdare infine a una musica più suonata, servendosi di ritmi tipicamente jazz, e di una strumentazione più ampia, con una significativa apertura ai suoni elettronici. In tutto questo non mancano le forti suggestioni orientali, dovute sia alle linee melodiche sia all’uso dell’oud, l’onnipresente strumento a corda suonato dallo stesso Youssef. Ancora una volta il risultato è affascinante, tra brani ballabili (Electric Sufi, Farha e lo splendido Nafha), altri di stampo new age (Oil on Water), altri ancora intriganti e misteriosi (Nouba e La Nuit Sacrée, dedicato a Tahar ben Jelloun).
Fatto curioso, l’incipit stampato all’interno del libretto: “Dedico questa musica a coloro che l’ascolteranno male (…)”. Verrebbe quasi da pensare che Dhafer Youssef appartenga al popolo degli Audiofili!