Indie 27 Maggio 2014

EMA live @ Circolo degli Artisti – Roma, 26 maggio 2014

EMA

Serata di indie rock al femminile di matrice U.S.A. che inizia con il solo di Colleen Green, giovane artista originaria della scena punk di Boston, ma che si è affermata poi in California dove tuttora risiede. Colleen ha pubblicato Sock It To Me il suo debut album proprio l’anno scorso e ci offre dal vivo un gradevole mix fatto di schitarrate punk e di feedback più sperimentali, il tutto infarcito di melodie indie-pop. La vocalità invero molto sensuale e anche decisamente Sixties della Colleen viene continuamente sommersa, quasi fagocitata, dal suono di una drum machine e dall’apporto di sintetizzatori che lei puntualmente programma al termine di ogni singolo brano. La sintesi però è interessante e la sua versione di I Wanna Be Sedated dei Ramones, filtrata dall’elettronica, risulta molto particolare.

Giusto il tempo di sistemare il palco che si presenta sulla scena Erika M. Anderson, in arte EMA, chitarrista e songwriter originaria del Sud Dakota, che ritorna a Roma dopo aver appena pubblicato The Future’s Void, il suo terzo album solista, il seguito all’acclamato Past Life Martyred Saints del 2011. Piuttosto alta e biondissima, interamente vestita di nero, con guanti gialli da motociclista, EMA impugna con grande veemenza la sua chitarra e ci regala un live act altamente elettrico e decisamente percussivo, supportata da una band che ne asseconda puntualmente ogni passaggio ritmico.

Brani come Cthulu, Satellites, Solace e Neuromancer sono improntati ad una sorta di space rock cadenzato e molto intenso che racchiude radici folk e una matrice pop in un contesto sonoro che è però decisamente più duro e che di tanto esplode e sparge nell’aria rumore di ferraglie. EMA canta storie di disperazione e di angoscia, di solitudine e di abuso di droghe, ma nelle sue rock ballads quello che più sorprende è il contrasto fra sonorità psichedeliche, particolarmente ossessive e paranoiche, ed una sezione vocale che invece è più morbida e sempre felice ispirata er quanto riguarda la chiave melodica. Ogni tanto qua e là si avvertono spruzzate di elettronica, ma il ricorso a loop non è mai invasivo e alla fine quello che emerge di più e la personalità di EMA, la sua voglia di comunicare e di azzerare lo spazio che la divide dal pubblico con il suo rock and roll a tinte forti, disperato, ma anche ricco di spunti melodici.

Non tutti ricordano che diversi anni fa EMA era la vocalist dei Gowns, una folk band atipica, molto originale, a cui aveva dato vita insieme con Ezra Buchla, che all’epoca era anche il suo compagno di vita. Nel 2007 i Gowns avevano pubblicato un ottimo album intitolato Red State e da quel disco – poco prima della fine del concerto – EMA recupera e ci offre dal vivo una toccante versione di Cherylee, a cui fa seguito Heaven, un brano altrettanto bello, sempre dei Gowns, che potete ritrovare sul successivo Broken Bones, un album del 2009.

In conclusione, un live set pieno di energia e di pathos che ha messo in evidenza la vitalità di EMA, che non si è risparmiata, che ha ringraziato il sole, il cibo e la gente che gli ha regalato Roma e che ci ha promesso di tornare presto.

SETLIST:

Leif Violin
Marked
Cthlulu
Satellites
So Blonde
3Jane
Neuromancer
Butterly Knife
California
Solace
Dead Celebrity

Encore:
Cherylee
Heaven