Ultimissime 30 Ottobre 2007

Esce la biografia di Johnny Rotten sui Sex Pistols

A trent’anni da “Never mind the bollocks” (disco simbolo del punk), John Lydon alias Johnny Rotten voce e icona dissacrante dei Sex Pistols racconta la sua versione dei fatti e la sua verità sulla “Grande Truffa del Rock’n’roll”. Il volume “No irish, no blacks, no dogs” è pubblicato da Arcana, proprio in concomitanza con l’annuncio della reunion dei Sex Pistols. L’ex hooligan di Finsbury Park getta alle ortiche senza tanti complimenti miti e leggende (Malcolm McLaren, Vivien Westwood e Sid Vicious escono piuttosto malconci dalle pagine) per ricollocare la parabola dei Sex Pistols in un contesto fatto di periferie degradate, curve di stadio e risse di strada: l’humus violento e sguaiato del sottoproletariato britannico, lontano anni luce dal cerebralismo delle accademie d’arte e dal compiacimento intellettuale. Via dunque tutto l’armamentario para-situazionista e i fashion statement, e largo spazio alla vera Storia del Punk secondo Sua Bassezza Johnny Rotten. Il libro si distingue anche per la struttura agile, articolata in segmenti più o meno autonomi, che crea una sorta di cut and paste in sintonia con l’estetica sconnessa e ricombinante del punk. Il risultato è un’imperdibile biografia collettiva nelle parole dei suoi diretti protagonisti: si possono infatti ascoltare le voci fuori campo di amici, collaboratori e comprimari dei Sex Pistols (tra cui Billy Idol, Chrissie Hynde, Caroline Coon e Julien Temple). Eloquente manifesto del Lydon-pensiero, Rotten non manca infine di scagliarsi contro i punk d’imitazione: quell’esercito di proseliti ed emulatori che volevano essere “più Rotten di Rotten, più Sex Pistols dei Sex Pistols” e credevano che bastasse acquistare una maglietta in lattice da Vivien Westwood per acquisire un’identità, uno stile di vita, un modo di essere. John Lydon, membro fondatore dei Sex Pistols, è nato nel 1956. Oggi vive in California e si esibisce ancora come solista o insieme ai PIL (Public Image Limited).