Libellula/Audioglobe
Si Scrive Med In Itali
La band di Niccolò Maffei e Matteo Bessone riesce di nuovo a mantenersi in equilibrio tra raffinatezza stilistica e facilità d'ascolto dei pezzi
Le Nostre Domeniche
Un sound che unisce l’esperienza europea della new-wave e della new-romantic ad un gusto per il calore analogico, per la melodia e la ricerca dei testi più marcatamente italiano.
Alieno
Un lavoro compatto che fila come l’olio tra chitarre distorte, elettronica avvolgente e voci penetranti che s’intrecciano con ritmiche finemente tessute. Tutto tremendamente al posto giusto.
Blah Blah Blah
Il risultato della fusione di vari stili, tra cui il rock anni ’60 e il pop tipico del belpaese, migliora verso fine disco, lasciando comunque perplesso l’ascoltatore, costringendolo a storcere il naso più volte.
Coltivare Piante Grasse
La musica dei Med in Itali pare proprio ricordare le piante grasse menzionate nel titolo. Caratterizzata da una robusta scorza esterna, al suo interno cela una dissetante e fresca miscela sonora, tutta da scoprire.
IO?
Un disco coraggioso, nel quale il nostro mette a nudo i propri sentimenti e la propria anima attraverso dieci canzoni estatiche dalla musicalità avvolgente. Un plauso per essere nuovamente riuscito a creare una formula sonora tanto accattivante quanto personale.
L’Illusione Del Controllo
Minimalismo nella musica ma non nei testi, contorti e profondi, indagano l’animo umano ma soprattutto parlano di amori finiti e tradimenti; probabilmente si può dire che l’unica pecca dell’album sia la monotematicità.