Third Man Records
The Music of Heatmiser
Formati a Portland, nell’Oregon, gli Heatmiser sono stati la band in cui il compianto Elliott Smith si è fatto le ossa prima di avviare la propria breve ma brillante carriera solista a metà anni Novanta. La sempre benemerita Third Man Records riporta l’attenzione sulla loro produzione col doppio LP “The Music of Heatmiser”, una raccolta che comprende i brani del primo EP su cassetta inciso dal gruppo, del 7 pollici “Stray”, demo, inediti e alcune performance live catturate su nastro nell’aprile 1993 per la stazione radiofonica KBOO.
I Play My Bass Loud
Quando ci si ricorda delle Raincoats, di solito si cita il post-punk, anche se le fondatrici del gruppo, Gina Birch e Ana da Silva, il movimento punk l’avevano vissuto dal principio, e ne avevano fatte proprie le idee e gli atteggiamenti più innovativi e anticonvenzionali. Seguendo l’esempio delle Slits, la band diede inoltre un contributo essenziale alla messa in discussione e al rovesciamento dei ruoli in un ambito musicale ancora prevalentemente maschile. Gina Birch si è tenuta occupata in diversi progetti, ma arriva solo ora al debutto come solista, con una raccolta di canzoni formidabili. “I Play My Bass Loud” è un’opera militante, con la quale la Birch prende posizione su alcuni problemi della società dei nostri tempi (“Pussy Riot”, “Feminist Song”), manifesta vulnerabilità (“And Then It Happened”) e inquietudine (“Digging Down”).
Mercy
Ciecamente passatista, e perciò del tutto inutile, o fascinosamente vintage, e quindi degno di nota. Da quale prospettiva guardare a un disco come “Mercy”?
Live at Goose Lake, August 8th 1970
Documento imperdibile, un “live act” che celebra l’essenza degli Stooges agli albori della loro avventura musicale, il primo ed ultimo “show” nella loro “line up” originale
Dodge And Burn
Se la genialità di Jack White ormai non fa più notizia, il vero valore aggiunto è l’indomabile Alison Mosshart, il cui stile non è certo una novità ma che in questo disco sfodera delle interpretazioni seducenti
Blunderbuss
Un album di rara bellezza, data dalla semplicità con cui è stato composto, senza il desiderio di stupire o strafare. Un lavoro che oggettivamente al giorno d’oggi può permettersi solo Jack White
The Ghost Who Walks
Cosa ci si può aspettare da una che è diventata famosa facendo la modella e all'improvviso si mette a fare musica con la casa discografica del marito? Niente di promettente, giusto? Sbagliato!
Horehound
Dopo essere arrivato al successo internazionale con i White Stripes, Jack White si è dedicato anima e corpo ai Raconteurs, ma ecco che sul panorama discografico spunta una sua nuova creatura: i Dead Weather