Exogen Tantra
L’immaginario della band è costellato da richiami continui all’astronomia e ai corpi celesti. E in effetti il viaggio sonoro in cui ci guidano è un mix astrale tra vivide luminescenze planetarie, buchi neri e percorsi interstellari.
- Artista
- Maya Galattici
- Etichetta
- Garage Records
Si potrebbero definire “psych”, ma questi quattro veneziani dal gusto vintage di sorprese ne riservano molte di più. Dal nome, ispirato alle teorie del contatto tra l’antica civiltà mesoamericana e gli alieni, alle influenze, che spaziano ben oltre il range d’appartenenza.
”Exogen Tantra”, nuovo, pregevolissimo capitolo per Capitano Merletti e soci, arriva a quattro anni di distanza dal debutto “Analogic Signals From The Sun” e a due da “Live in Radio Capodistria”, dove suonavano anche brani dall’EP “Waiting New Halley” (2012).
Come si vede, l’immaginario della band è costellato da richiami continui all’astronomia e ai corpi celesti. E in effetti il viaggio sonoro in cui ci guidano è un mix astrale tra vivide luminescenze planetarie, buchi neri e percorsi interstellari.
Ma oltre allo space (rock), in questo lavoro perfettamente in equilibrio tra melodie pop e (tanta) psichedelia d’annata c’è spazio anche per l’elettronica – sempre calibrata e mai invasiva – i sapori retro delle colonne sonore italiane anni ’70, qualche ballatona pop “deviata”, accenni byrdsiani tipo primi R.E.M. e tessiture indianeggianti che riecheggiano in un disco dalle pieghe…spaziali. Non a caso si chiamano galattici.


