Italiani 29 Aprile 2012

Fantascienza

La sua musica affonda le radici nella fantascienza letteraria di Orwell e Asimov e nell'Italia del progressive rock degli anni Settanta senza tralasciare sperimentazioni elettroniche moderne.

La voce di Matteo Cincopan è delicata e si adatta bene ai pezzi che propone: la sua musica affonda le radici nella fantascienza letteraria di Orwell e Asimov e, come spiega il cantante nella sua lettera di presentazione all’album: “La mia musica affonda le sue radici nell’Inghilterra degli anni Sessanta e nell’Italia del progressive rock degli anni Settanta senza tralasciare sperimentazioni elettroniche moderne.”
Il brano d’apertura, che prende il nome da una divinità romana, ”Giano”, è abbastanza carico, ma lascia una sensazione di leggera confusione e non convince del tutto. Un’altra figura mitologica è presente nel secondo brano, intitolato “Andromeda”, che è anche una nota costellazione: il brano è piacevole, scorrevole ed orecchiabile. “Dottor Morbius” è forse il brano più riuscito e si fa notare, nell’insieme omogeneo che è “Fantascienza”: propone un testo interessante, melodie piacevoli e il cantato dona un tocco delicato all’insieme.
Se “La Deriva di Alpha” ricorda molto (forse troppo) le atmosfere dei Pink Floyd, la ballata “Le Crisalidi” è molto meditativa e romantica, per quanto forse un pò banale. “Psicopolizia” è il pezzo che mi convince meno, mentre “Plastica Fantastica”,molto leggero e vivace, resta abbastanza in mente e ha un ritmo scorrevole.
La chiusura è composta da “Sigmund”, brano bello carico e psichedelico, ed “Eclissi”, un brano un pò confusionario, tendente anche questo allo psichedelico, che però non ottiene lo stesso risultato del brano precedente. Matteo Cincopan è un artista interessante, per quanto forse non abbastanza innovativo per rimanere impresso nella mente.

Tracklist:
1) Giano
2) Andromeda
3) Dottor Morbius
4) Le crisalidi
5) La deriva di Alpha
6) Psicopolizia
7) Plastica fantastica
8) Sigmund
9) Eclissi