I labirinti dell’anima
Mi è capitato per le mani "I labirinti dell'anima", CD che fa riferimento ad un vero e proprio laboratorio musicale battezzato "Fibre Plastiche". E volete sapere una cosa?
- Artista
- Fibre Plastiche
- Etichetta
- Autoprodotto
- Anno
- 2002
Mai come in questa occasione è lecito ribaltare il detto popolare dell’abito non fa il monaco. “I labirinti dell’anima” si presenta con una confezione di tutto rispetto, ben curata, con ottima scelta cromatica e un accostamento fotografico di rilievo. E la musica? Qui viene il bello.
All’estetica del Cd corrisponde una precisa proposta musicale. E il risultato non è affatto scontato. Fibre Plastiche è un vero e proprio laboratorio musicale che fa ruotare i musicisti e i testi intorno ad un’idea concettuale basata sull’improvvisazione e l’elettronica.
Secondo le intenzioni del gruppo “I labirinti dell’anima” punta a descrivere la storia di una personale riflessione alla scoperta delle nostre anime di plastica e di fibre. Per raccontare questo viaggio all’interno del labirinto si è deciso di mantenere il carattere estremamente naturale delle registrazioni in presa diretta”.
Il Cd è autoprodotto, su alcune registrazioni live sono stati aggiunti successivamente i testi, i cori e altri arrangiamenti (loop e ulteriori tracce mixate). Il genere musicale?
Loro si definiscono “post-rock”, oppure modern, o se volete experimental. Dopo un po’ che li ho ascoltati ho avuto qualche visione nel passato (Kraftwerk, Ultravox prima maniera), ma è stata solo una suggestione. In realtà l’intenzione di “Fibre Plastiche” di trovare nuove strade è ben presente lungo le tracce di tutto il lavoro.
Qualche preferenza, trai brani del CD, la voglio dare a “Fermati per un attimo” e “Sono quello che non appaio”. La scelta di giocarsi i pezzi migliori in apertura mi sembra assolutamente azzeccata”.
Per informazioni: e.apollonio@mclink.it


