FLOTUS
Una miscela audace in cui non mancano intermezzi acustici, momenti di jazz urbano e riferimenti cinematici
- Artista
- Lambchop
- Etichetta
- City Slang / Merge
Erano circa quattro anni che i Lambchop non pubblicavano dischi, c’era quindi da aspettarsi un ritorno in grande stile per la band di Nashville guidata da Kurt Wagner. L’album si intitola ‘FLOTUS’ (acronimo di “For Love Often Turns Us Still”) e non delude le attese grazie ad un mix di atmosfere morbide e rarefatte, in cui l’elettronica sposa l’hip hop.
Mr Wagner sostiene che il nuovo album di Lambchop è un tributo alla musica di artisti come Kendrick Lamar, Frank Ocean e Kanye West: è vero, ma c’è senz’altro qualcosa di più. Infatti ‘FLOTUS’ si caratterizza anche per loop ripetitivi tipici della musica sperimentale e per uno sguardo orientato verso l’avanguardia, mentre la chiave melodica dei brani, quella sì, ci riporta alle sonorità di Kendrick Lamar e della moderna black music. Una miscela audace in cui non mancano intermezzi acustici, momenti di jazz urbano e riferimenti cinematici. Un tentativo ben calibrato che mette insieme anche musica analogica e digitale e che assicura una fruizione delicata e sognante, ma mai soporifera.
Fra le composizioni più riuscite vi segnaliamo The Hustle, Howe, Old Masters e JFK. Da ascoltare.


