Metal 9 Dicembre 2022

Force Form Free

Un nuovo album, il primo dopo The Nothing They Need (2018), per il trio statunitense Dead Meadow.

Artista
Dead Meadow

Un nuovo album, il primo dopo The Nothing They Need (2018), per il trio statunitense Dead Meadow.

Jason Simon (chitarra e voce), Steve Kille (basso) e Mark Laughlin (batteria) confluiscono nella serie PostWax che prevede nove vinili in edizione deluxe, limitata, con copertina disegnata a mano e note del making of.
Concepito come un segmento unico, scritto e registrato in remoto, Force Form Free sceglie una forma di ricerca altra attraverso la sperimentazione libera da tipche costrizioni formali.
Otto tracce, dopatissime, sin dall’opener The Left Hand Path e della successiva The Lure of the Next Peak, sospinte da una propulsione di nuova generazione necessaria per un viaggio nelle oscure profondità siderali.

È una dichiarazione d’intenti, innescata dalla reminiscenza di Shivering King And Others, senza nessuna fretta di arrivare alla meta sfruttando gli intarsi elettrici delle chitarre in ripetizione che ripuliscono, come candeggina, e preparono la mente funzionano dell’ascoltatore per la fase successiva (Birth).

Attraverso reiterazioni mesmerizzanti, come un moto ondivago, costruiscono un sentiero sinistro e malevolo che preferisce decisioni individuali a discapito dei dogmi e delle credenze imposte, quelle sedimentate, le più difficili da sradicare.
Non disdegnano alcune soluzioni armoniche meno indigeste ma catchy, Valmont’s Pad, con passaggi acustici sostenuti solo da un wah-wah sepolto nel missaggio (To Let the Time Go By).
Quello che sanno fare meglio, da sempre, è sfornare una spirale psicotropa sostenuta dalla vite senza fine delle ghost note e dal drumming frastagliato, quasi jazz (Face Form Free).

Sei minuti in cui l’ipnosi regressiva, indotta da un loop killer, continua a procedere al contrario in questa discesa nei meandri della mente alla ricerca del proprio IO, di emozioni e ricordi custoditi nei recessi più profondi dell’inconscio attraverso la conclusiva Binah.