Form
In Nuova Zelanda non ci sono soltanto gli ‘All Blacks’. I Die! Die! Die! sono arrivati al loro terzo album ma per acquisire la compattezza dei conterranei atleti c’è ancora un po’ di strada da fare. Un disco da non sottovalutare.
- Artista
- Die! Die! Die!
- Etichetta
- Golden Antenna
Sembrerebbe l’ennesimo gruppo post-punk britannico allungato con qualche goccia di new-wave e invece i Die! Die! Die! vengono addirittura dalla Nuova Zelanda. Sono arrivati alla loro terza pubblicazione e c’è da dire che sono piuttosto bravi anche se non sono ancora arrivati al pieno della loro maturazione. C’è ancora qualche errore di ‘retorica indie’, se così possiamo dire, che non ha permesso ancora di alzare il tiro. C’è ancora troppo degli Arctic Monkeys degli esordi (parliamo di ormai cinque anni fa) e ci vorrebbe un passo avanti magari come quello degli ultimi Editors, quelli di “In This Light and on This Evening” per intenderci. La velocità e la potenza ci sono, bisogna adesso disporli in una linea continua verso lo sviluppo della propria matrice e non curvata verso gli schemi passati fin troppo rodati. Si percepisce qualche riflesso dei My Bloody Valentine (”Frame”) in un alternarsi di brani in cui a volte la rabbia delle chitarre viene lasciata libera di esplodere (”Wasted Lands”) e altre volte l’accompagnamento è più tranquillo (”Daze”). ”Form” non è un album da buttar via, se fosse un esordio si potrebbe essere più teneri ma il gruppo ha la stoffa e allora pretendere che la sostanza possa aderire appieno a questa forma è più che giusto.


