Furente
“Furente” come le dodici tracce di una scalata a tappe di questo impressionante wall-of-sound impastato di chitarre schiumanti rabbia, drumming carico di livore e cantato dai toni malati.
- Artista
- Sula Ventrebianco
- Etichetta
- Ikebana
Poi succede che prendi in mano il CD di una band che si chiama Sula Ventrebianco e rimani di sasso di fronte a tanta bellezza. ”Furente” come le dodici tracce di una scalata a tappe di questo impressionante wall-of-sound impastato di chitarre schiumanti rabbia, drumming carico di livore e cantato dai toni malati.
Loro sono un sestetto di base a Napoli nato nel 2007 dalla fusione di due band precedenti e giunto al terzo lavoro in studio dopo “Cosa?!” (2009) e “Via La Faccia” (2013).
Si dicono grandi appassionati dei Nirvana, e in effetti un pezzo come Glory Hole ne sembrerebbe la conferma, ma i riferimenti sono ancor più marcatamente seventhies della band di Seattle e certi richiami prog/stoner tradiscono ascolti ben più vari.
Sentire per credere la furia iconoclasta dell’intro Notre Dame, le brume inquietanti di Mani Di Piuma, le trame ledzeppeliniane di Cumulonembo o quelle art-rock di Allo Specchio.
Ma soprattutto non fatevi scappare la bellissima…Di Striscio, forse il brano migliore del lotto. Insomma, nel complesso si parla già di un piccolo classico.


