Galera
Avete presente quando avete voglia di musica fuori dal coro? Bene. E la soddisfazione quando finalmente trovate qualcosa di diverso? Ora che l’avete trovato guardate attentamente.
- Artista
- Fargas
- Etichetta
- Private Stanze
Avete presente quando avete voglia di musica fuori dal coro? Bene. E la soddisfazione quando finalmente trovate qualcosa di diverso? Ora che l’avete trovato guardate attentamente. Quella persona che vedete che è più fuori dal coro di quella fuori dal coro si chiama: Fargas. Voce graffiante ed irriverente che osserva la nostra società e la racconta miscelata con le sue sensazioni e pensieri. Elaborata in un viaggio introverso che diventa il nostro.
Ok forse il cantautorato oggi lascia un po’ perplessi, forse dovrebbe trasformarsi in qualcos’altro o essere modernizzato. Oppure va considerato vintage e come ogni cosa vintage ha il suo valore e rarità intramontabile fuori dal tempo.
Non so quale delle due possa essere vera e probabilmente dopo aver ascoltato questo disco non vi sembrerà vera nessuna delle due e penserete che le mie frasi siano senza senso…
Perfetto, vuol dire che il disco vi ha fatto lo stesso effetto che ha fatto a me: quello di qualcosa di diverso che va assaporato e basta. Come se fosse un varco su cui addentrarsi e riflettere. Ma non riflettere su quello che dice Fargas, ma su quello che pensiamo noi e sulle immagini che evaporano. Lui traccia una via il resto è autogestione.
Lo so, vorreste chiedermi: – quindi è solo confusione?- Ma la confusione è uno stato mentale che porta al pensiero, dubbio, elaborazione e proprie idee. È una cosa positiva. Non vi fidate?
Allora “affittatevi del tempo” e provate a fare una cosa fighissima che abbiamo perso: sedetevi con luce soffusa, dimenticatevi della fretta e ascoltatevi questo disco senza pensare alle influenze, giudizi o paragoni. Usate i vostri ricordi ed esperienze per elaborarlo e dipingetevi un volto in modo che “La verità (non) ti porta in galera”. Non abbiate paura perché “la paura ti porta in galera”.
E tanto… “Ora gli inferi sanno già di noi”.


