Italiani 22 Dicembre 2008

Helldorado

Una maturità “alla rovescia” segna questo disco di canzoni "indie" con lo stile di chi è sulla scena del mainstream da tanti anni

Artista
Negrita

In molti non avrebbero scommesso sulla validità dell’ultima fatica dei Negrita… ed avrebbero fatto male!
Praticamente un decennio di musica indie italiana concentrata in un cd da classifica: decodificata e riarrangiata per poter essere fruita da tutti. Un cd serio ed allo stesso tempo ampiamente fruibile in cui ritroviamo: tematiche sociali care a tutti i gruppi che non vanno nella Top Ten, l’uso di spagnolo e francese vicino alla patchanka (che non va in Top Ten), le contaminazioni (che non vanno in Top Ten). Un disco pensato e creato tra Arezzo e Madrid con la “scusa”che per avere le idee chiare bisogna allontanarsi dalla fonte delle preoccupazioni…. Ad onor del vero però bisogna dire che come “scusa” a quanto si sente funziona assai bene.
L’evoluzione dei Negrita è decisamente positiva con una maturità “alla rovescia” ovvero fare canzoni da band indie con lo stile di chi è sulla scena del mainstream da tanti anni, con tutto ciò che ne consegue a livello testuale e di groove coadiuvato dalla sempre meravigliosa tromba di Roy Paci. Il risultato: la freschezza di un esordio e la cura del professionista… e non c’è da stupirsi se lascia confusi i più!
Certo è che tra protesta sociale e richiami ai Clash (non solo nella copertina e nella canzone dedicata a Joe Strummer) il disco rischia l’anacronismo non fosse che: è bello… ed infatti non è andato in Top Ten!