Emergenti 14 Ottobre 2026

I tempi delle bestie

«I tempi delle bestie è un viaggio visionario in una storia d’amore. Ambientato dapprima in una foresta rigogliosa, poi in una piana desertica, racconta la perdita, il rancore, la vendetta e la bellezza di un ricordo che tormenta.» Helle

Artista
Helle
Etichetta
Volume! Records
Anno
2026

Helle: tornando all’uomo, alle bestie

Sono le melodie che si aprono come dentro la title track a lasciarmi cullare nell’ennesimo suo modo di pensare alla melodia non come arredo ma come parte testuale. I dischi di Helle sono sempre dei film… e dentro mi ci perdo.

No Spotify. Solo su Bandcamp. Partiamo da qui e poi procediamo oltre. Si intitola “I tempi delle bestie” il che mi sembra evocativo nel suo decantare l’uomo in questo tempo: e poi la natura, prima rigogliosa e quasi protettiva, lentamente scompare. Non è più il luogo dentro cui rifugiarsi come accadeva in altre stagioni della scrittura di Helle. Qui arriva il deserto, ma non dentro il suono che invece come dentro “Stupida” sembra uscire da ogni cemento e ogni aridità e mi culla con una dolcissima favola acustica… e così nel suo video ufficiale.

E cosa resta degli esseri umani, in fondo, cosa resta delle loro peggiori capacità: amare fino allo stremo, odiare con la stessa intensità, ferire, ricordare, pentirsi forse troppo tardi. Il disco procede, il film si dipana, non portiamo a casa motivetti da fischiettare, non disegnamo mode e rivoluzioniamo abitudini. Attraversiamo l’amore, dubbi, ci mettiamo in fuga, voce ai tradimenti, agli addii… maledetto il rancore.

Eppure non trovo mai una vera morale a chiudere il cerchio, come mai ho trovato quel gioco melodico che aveva un carattere e una riconoscibilità nella sua forma. Helle per me significa sensazione. È forse questo l’aspetto che più mi interessa… il semplice vestito da cantautorato dove il folk a tratti si veste di rock, è favola di antiche boscaglie, radici di bosco ma anche cesto di vimini: chitarre, riverberi, aperture più pop non mancano anche se mi illudono di poterci trovare una ragione e un’etichetta da dare, improvvisi muri ritmici rompono la zona di comfort, il disco se ne infischia di tutto e procede altrove. Helle è per me sensazione prima ancora che suono e melodia.

ASCOLTA on BANDCAMP