Hints
Le dodici brevi tracce strumentali, fatte di strutture spartane, aleggiano leggere dentro quest’opera che potremmo definire quasi impalpabile.
I Lloyd Turner sono Donato Lola e Paolo Tornitore, insieme decidono di registrare, grazie al supporto dell’instancabile Lorenzo Stecconi (”Lento”) e Matteo Spinazzè dell’ S3000 Studio, questo loro lavoro fatto di sussurri. Perché è di sussurri circolari che si deve parlare (”Circles”).
Le dodici brevi tracce strumentali, fatte di strutture spartane, aleggiano leggere dentro quest’opera che potremmo definire quasi impalpabile. Ascoltare questo disco nella speranza di ingabbiarlo facilmente è come voler imprigionare l’acqua in un palmo della mano. Il tutto è sfuggente, seppur emotivamente toccante. Pochi accordi, soprattutto al piano, scorrono via veloci, l’ascoltatore indotto in una specie di trance ipnotica viene risvegliato da alcuni passaggi meno rarefatti che lo scuotono dal torpore.
Atmosfere ambient, imperniate sugli accordi martellanti del piano, conferiscono a ”Hints” un’andatura quasi cinematica (”A Draw”). Sul finale ”Unveiled” rincara la dose di malinconia e tristezza che questa uscita reca con sé.


