Emergenti 4 Aprile 2017

How to Control the Clouds

I cinque torinesi ci sanno fare, non c'è che dire, ma già dal secondo brano inizia a serpeggiare la sensazione di una certa ripetitività che pervade l'intero disco

Artista
The Circle
Etichetta
Prismopaco

Un etereo arpeggio di chitarra apre Shadows, traccia iniziale di questo secondo lavoro a marchio The Circle. Ma è un attimo, perchè dopo neanche un minuto parte un incedere danzereccio dalle tinte dream/post-rock che sfiderà sì i Coldplay, come da commento apparso su un’altra testata nazionale, ma qualche rimostranza ce l’ha pure verso i nostri Negramaro.

I cinque torinesi ci sanno fare, non c’è che dire, ma già al secondo brano inizia a serpeggiare la sensazione di una certa ripetitività, intervallata qua e là da qualche episodio lento (Shooting Stars, Irene) o al più dal ritmo sincopato (Fire, Love Don’t Cry). Il risultato è che, nonostante la breve durata, l’album risulta di pesante digestione, ed è un pò come aver ascoltato sempre la stessa traccia in loop.

I Coldplay, dicevamo: gli “oh-ooh” da stadio piazzati in The Endless Sky stanno lì non a caso. Ma Chris Martin e soci hanno dalla loro almeno un paio di dischi epocali a inizio carriera. Qui invece la scrittura fa acqua, al netto di arrangiamenti e produzione che sono di buon livello. Insomma, hai voglia a controllare le nuvole: se le premesse sono queste non si scorgono cieli tersi all’orizzonte