Emergenti 29 Aprile 2011

Human Regression

Vale la pena spenderci più di un ascolto, perché di volta in volta ci si imbatte in nuove e sorprendenti trovate.

Artista
Stoned Machine

Un calderone di ottime idee questo primo full-length degli emiliani Stoned Machine, sulle scene dal 2003 e già autori di un demo omonimo assolutamente fuori dagli schemi, registrato una prima volta nel 2006 e rivisitato in una veste più raffinata nel 2008.
”Human Regression” conferma quanto di buono già ascoltato in quell’occasione, e aggiunge altro ottimo materiale, in cui una personalissima rivisitazione dello ‘stoner’ si fonde con atmosfere eminentemente kyussiane e omaggi più o meno voluti ai divini Black Sabbath (il finale di ”Bed Of Sin” è una citazione abbastanza evidente di ”War Pigs”).
Vale la pena spenderci più di un ascolto, perché di volta in volta ci si imbatte in nuove e sorprendenti trovate. In realtà non è facilissimo coglierle, perché le spaziali linee di basso e le ritmiche martellanti ed ossessive creano un effetto-trip – e questo è in un certo senso il principale limite dell’album, pur essendo una caratteristica di punta del genere stoner -, che può tradursi un certo calo di attenzione.
Male, malissimo, perché si dovrebbe godere fino in fondo di queste argute commistioni tra atmosfere plumbee e rombante hard rock sabbathiano. Da ascoltare ”Intoxication”, “Fire In My Hands”, “Human Regression”, e la stravagante ballad ”Listen To The Wind”.