Concerti 2 Dicembre 2007

I viaggi tra elettronica, soul e folk del britannico Jeremy Warmsley

Jeremy Warmsley è un musicista 23enne attualmente residente a Londra. È istruito, occhialuto, indossa bretelle e cosa certamente più importante ha scritto, suonato e prodotto
“The Art Of Fiction”, uno dei debutti più inebrianti del 2007. Registrato tra le serate rigide e desolate dell’inverno 2005 e la più mite metà dell’anno successivo, il disco è un avventuroso blitz tra elettronica e soul intinto nel folk ed è il prodotto di una giovane vita trascorsa tra passatempi musicali assortiti.
Le influenze di Jeremy sono prevedibilmente imprevedibili: Paul Simon, Sam Cooke e la musica classica, ma sono forse nomi come Microphones, Steve Reich, Bian Eno, Aphex Twin e Radiohead a rappresentare le ispirazioni più vicine al suo suono attuale.
Con questo “The Art Of Fiction” Jeremy si colloca in un momento estatico sospeso tra storie à la Bowie come “I Knew Her Face Was A Lie”, inni come “Dirty Blue Jeans”, la tragedia alla “sarebbe-dovuto-succedere (-ma-non-è-successo…o sì?)” di “5 Verses” e l’intricato rimorso arricchito da laptop di “If I Had Only”.
“The Art Of Fiction” è anche un disco sull’unione, come nel brivido di “Modern Children” e la sensualità dell’altro sesso (“I Believe In The Way You Move”).
Un’universalità in cui tutti ci possiamo riconoscere.

JEREMY WARMSLEY live in ITALIA:

venerdì 30 novembre a MILANO @ La Casa 139

sabato 1° dicembre a TORINO @ Spazio 211