Illumination
C’è una stirpe che, per fortuna, non riesce ad estinguersi. E’ quella eletta dei grandi compositori del pop inglese che oltre l’impervia ricerca di nuove armonie tra le otto note, riescono sempre a dire qualcosa di nuovo. Paul Weller è uno di questi.
- Artista
- Paul Weller
- Etichetta
- GoDisc/Island
Esce Illumination e Weller si trova d’incanto in testa alle classifiche britanniche. Questo significa che, dopo oltre vent’anni di militanza, Paul Weller è un marchio di garanzia di elevato valore commerciale. Ma, per chi lo segue con ossessione dal periodo germinale con i Jam, significa anche che dopo tanto tempo c’è qualche teen ager che acquista il CD di Weller insieme ad uno scontato zoccolo duro di nostalgici e di appassionati. E allora viene il dubbio che l’effetto creativo del Modfather abbia solidamente attecchito anche nelle ultime generazioni devote ai nuovi idoli del brit pop. Ascoltando il settimo episodio della saga solitaria di Weller non si sobbalza per inaspettati colpi di scena. “Illumination” è un perfetto condensato di emozioni filtrate dalla sapiente voce del Maestro. La curva melodica è curata con delicatezza nello scorrere dei tredici episodi che hanno un piacevole denominatore comune: il sapore profondo della musica di Weller. La tentazione del confronto con il recente passato è grande e torna utile per incastrare “Illumination” nel decorso naturale della sua carriera da solista. A me piace, invece, ascoltare il nuovo lavoro di Weller immaginando lo stato d’animo di uno dei più grandi creatori di canzoni pop. “A bullet for everyone”, “Leafy Mysteries”, “One for one”, “Illumination” sono i quattro cardini della buona aria che si respira ascoltando il Weller del 2002.


