Jazz 26 Dicembre 2014

Impressions

Un disco che nutre anima e spirito, suonato senza troppi fronzoli e in cui melodia, cantabilità e pathos comunicativo prendono rigorosamente e sapientemente il sopravvento sul virtuosismo smodato.

Artista
Paolo Bernardi

L’impellente necessità del pianista jazz romano Paolo Bernardi è quella di esprimere la sua musica attraverso un eloquio cantabile, narrativo e onirico, distante anni luce da una spasmodica ricerca del virtuosismo pacchiano. Questo è quanto traspare, immediatamente, durante l’ascolto della sua nuova creatura discografica intitolata “Impressions”.
Tredici i brani presenti nel cd, di cui dieci frutto della sua fervida creatività compositiva, uno siglato da John Lennon e Paul McCartney (Yesterday), Song for Eia composto da Michael Jones e Tema della Saggezza firmato da suo fratello Fabio che, in questa avventura, lo affianca con i suoi stravaganti effetti elettronici. Il tema di Nanà è toccante, struggente e altamente spirituale. L’incedere pianistico di Bernardi è dolcemente sussurrato, dal forte potere meditativo, scevro di prosaici colpi ad effetto. In By The Sea, invece, aleggia l’anima jazzy dell’autore che, attraverso un fraseggio smaliziato e ammiccante, costruisce un solo decisamente efficace e ornato da alcune intriganti blue notes.
Experience 2 è una composizione contemplativa in cui Paolo Bernardi, ancora una volta, non si cela dietro una pletora di scale pirotecniche a velocità spaziale, ma mette a nudo la sua essenza. Si esprime con un playing distensivo e carezzevole, carico di colta sensibilità espressiva. “Impressions” è un disco che nutre anima e spirito, senza troppi fronzoli. Un album in cui melodia, cantabilità e pathos comunicativo prendono rigorosamente e sapientemente il sopravvento sul virtuosismo smodato.