Indie 5 Settembre 2013

In the Light EP

Un giro sull’ottovolante degli Shana Falana fatto di fiabe shoegaze allo stato puro mescolate ad elementi di psichedelia che sembrano far rallentare lo scorrere del tempo.

Artista
Shana Falana
Etichetta
CD autoprodotto

Un giro sull’ottovolante degli Shana Falana lo consiglio a tutti, perchè l’EP di esordio di questa band di Brooklyn è un bel vagone di emozioni e continui alti e bassi. La voce femminile, celestiale, disegna archi pirotecnici che tracciano la strada maestra al basso ed alle percussioni: Dizzy Chant ne è la prova, con i suoi echi messianici ed i riverberi inzuppati di pseudo-sacralità che ne fanno da cornice. Continui matra percorrono invece l’intera traccia Light the Fire, con aperture più pop appoggiate ad una evoluzione sensoriale sempre più dreamy: e proprio tutti e cinque i sensi si attivano nei giri di Tragic (miglior episodio dell’EP) col suo incedere visionario, fino alla chiusura in accellerazione. Il resto del disco scivola tutto sulla stessa lunghezza d’onda, fatto di fiabe shoegaze allo stato puro mescolato ad elementi di psichedelia che sembrano far rallentare lo scorrere del tempo. Tratto dalla biografia: “It’s like saturating a wave form in color”.
Atmosfere tipicamente West Coast (si sentono parecchio le radici musicali della band) percorrono l’intero lavoro, senza mai avventurarsi troppo oltre, con rimandi ai più angelici Cocteau Twins o agli attuali Cults.
In sostanza una buona autoproduzione (il mixaggio è nelle mani di Gareth Jones, già Grizzly Bear ed Interpol) appoggiata ad una buona tecnica però ancora troppo acerba, in attesa di sbocciare.