Italiani 1 Dicembre 2008

Io Promo

Un cantautorato molto piacevole, che s'incastra tra intenzioni di spensierata comunicabilità e tentazioni di jazz che si abbraccia ad un indie-pop incondizionato e poco contorto

Un cantautorato molto piacevole, che s’incastra tra intenzioni di spensierata comunicabilità e tentazioni di jazz che si abbraccia ad un indie-pop incondizionato e poco contorto.
Senz’altro la semplicità è la prima ad emergere da questo progetto, caratteristica peculiare di quest’artista bolognese, Cristian Grassilli, che si immerge in testi volutamente immediati e molto discorsivi – un modo particolare e magari prestabilito di attirare l’attenzione dell’ascoltatore, al fine di coinvolgerlo nei suoi temi di umana quotidianità, che si rivelano tema principale dell’album stesso.
Grassilli canta e suona piano, chitarra, djembè: quasi un one man band, ed è per questo che probabilmente da questo lavoro traspare tutta la sua anima musicale, un po’ odore del suo desiderio di comunicazione e di esprimere tutto il suo background versatile e piacevolmente contaminato.
Sfumature samba e folk colorano alcuni brani dell’album – prendiamo ad esempio l’allegria festaiola di Finto tonto. Ed è sempre un po’ rigenerante avere a che fare con artisti di questa portata, perchè poi sanno sempre farci ricredere un po’ sulla musica italiana odierna, che spesso si riflette nella sua stessa immagine al punto da stancarsi di se stessa.
Troppi, infatti, gli artisti italiani che si somigliano tanto da confondersi, troppi generi standardizzati. Per fortuna Grassilli non sembra appartenere a questo mondo monotono ed ha tirato fuori un album molto rilassante e divertente.