Italiani 25 Gennaio 2022

Iridescent

Album molto interessante che rivisita in chiave jazz alcuni classici del rock tradizionale.

Artista
TriApology
Etichetta
Tuk Music

Album molto interessante che rivisita in chiave jazz alcuni classici del rock tradizionale. Si chiamano TriaApology e questo loro secondo disco prende il nome di “Iridescent”, un album che continua il discorso musicale iniziato nel 2017 con “Rockinnerage”.

I TriApology sono un trio musicale (apologia del trio, lo dice il nome) composto da Vincenzo Saetta, sassofono ed elettronica, da Giovanni Francesca, chitarre, loop ed elettronica, e da Ernesto Bolognini, alla batteria. Incidono per la Tùk Music di Paolo Fresu e hanno deciso di sperimentare un approccio al jazz che prevede il ricorso all’elettronica e ad una “loop station”. Nel trio non è previsto un basso elettrico e allora i TriApology, attraverso questa formula, hanno deciso di aggirare l’ostacolo. Tutto questo dà origine ad un suono molto particolare, si potrebbe definire ibrido, che mette insieme elementi acustici e “loop” elettronici, che è capace di rispolverare “Old Man” di Neil Young in una chiave insolita, quella di un elettro-jazz melodico.

Molto interessanti anche le nuove versioni di “Paranoid Android” dei Radiohead, di “Still I Haven’t Found What I’m Looking For” degli U2, di “Sign O’ The Times” di Prince, di “Dream Brother” di Jeff Buckley, di “Holocene” di Bon Iver e di “Eleanor Rigby” dei Beatles. Unica eccezione, la “cover” di Stoner Hill” di Brian Blade & The Fellowship Band, una melodia jazz di chiara fama. Siamo all’ascolto di un suono che vuole essere innovativo, contemporaneo, e che non accetta etichette o facili definizioni. L’immagine riportata sulla copertina del cd è opera della disegnatrice spagnola Cinta Vidal. Da ascoltare.