Editoriale 12 Novembre 2013

La classe non è acqua

In Brasile il calcio non è una religione, ma molto di più. E’ una fede radicatissima, un credo diffuso e giustificato dal predominio della nazionale verde oro e ha una squadra di club, il Flamengo di Rio de Janeiro, con una tifoseria che conta oltre 30 milioni di tifosi agguerritissimi.

Questo potrebbe bastare per dare la dimensione della goliardata del batterista dei Red Hot Chili Peppers Chad Smith che ieri, durante un laboratorio per musicisti a Belo Horizonte, a cui era stato invitato in qualità di grande star della serata, ha pensato bene di ingraziarsi i tifosi del Cruzeiro, dell’Atletico Mineiro e dell’America (tutte squadre locali), pulendosi il sedere con una maglietta del Flamengo ricevuta dal pubblico con una provocazione che sà molto di combine.

Peccato che il gesto da ultrà del simpatico Chad, sia stato filmato e postato in pochi minuti su youtube arrivando in tempo reale sui social network dei tifosi della squadra di Rio de Janeiro.
Un’ingenuità che ha provocato insulti, proteste e minacce di morte contro il povero batterista americano, forse all’oscuro delle complesse e pericolose dinamiche che si nascondono sotto la brace del tifo calcistico; passioni ben diverse da quelle dei tifosi del NBA o dei pacati tifosi di baseball o di cricket.

A poco sono servite le immediate scuse di Chad Smith che su twitter ha maldestramente ammesso che “… i miei scherzi sulle rivalità sono andati oltre… tifosi del Flamenco (testuale) scusatemi…”. La frittata è fatta e adesso c’è solo un modo per riparare il danno… Un bel concerto gratuito di Kiedis e compagni sulla spiaggia di Rio con tanto di magliette della squadra locale. Come Mick Jagger insegna (rimane storica la sua apparizione sul palco dello Stadio San Paolo nel 1982 con la maglietta di Paolo Rossi), il calcio e la musica hanno due denominatori comuni… la passione e gli ultrà…

(f.b.)