Emergenti 12 Giugno 2013

La Raccolta Dei Singoli

Un disco equilibratissimo, a cui non sembra proprio mancare nulla dal momento che non solo è scritto assai bene, ma che è anche prodotto in maniera impeccabile.

Artista
Campetty
Etichetta
Orso Polare Dischi

Non finisce mai di stupire la prolificità dei fratelli Campetti, da tempo rinomati musicisti del panorama indipendente nostrano, tanto poliedrici quanto abituati a mescolare in continuazione le carte e a rilanciarsi, spesso e volentieri, con nuovi ed interessantissimi progetti artistici.
Prima il progetto Edwood, con tre ottimi dischi di matrice inglese pubblicati nel giro di sei anni (“Like A Movement”, “Punk Music During The Sleep” e “Godspeed”); poi l’intrigante avventura musicale targata Intercity. Ed ora una nuova band, il cui nome riprende in maniera un po’ ironica ed anglosassone il loro stesso cognome: Campetty. L’etichetta bresciana Orso Polare Dischi ha scelto di pubblicare in data 31 maggio il loro album d’esordio, ultimato ad appena un anno di distanza dal gioiellino “Yu-Hu”, secondo – e finora ultimo – capitolo discografico dei già citati Intercity.

Il primo album dei Campetty s’intitola ”La Raccolta Dei Singoli” e contiene dodici tracce nuove di zecca registrate in analogico a Milano presso il Jungle Sound Station (i missaggi sono stati effettuati presso il Bunker di Rubiera). L’uscita del disco è stata anticipata dal singolo di lancio The Muffa Forest, ottimo brano che già di per sé riesce a sintetizzare molto bene quelle che sono le sfumature principali dell’intera opera.
Come già accaduto con i due lavori in studio degli Intercity, anche in questo caso Fabio e Michele Campetti decidono di esprimersi in italiano. E bisogna dire che tale decisione li ripaga in pieno. Sono di fatto le liriche, un po’ via della loro impronta intimista, un po’ per l’attitudine quasi naif, a convincere nettamente e a sposarsi benissimo con degli arrangiamenti sempre sopra le righe, o comunque mai sottotono. Pregevoli, come in passato e nei progetti precedenti, le atmosfere sonore create dal gruppo, in cui, oltre ai fratelli Campetti, figurano anche Paolo Mellory Comini al basso e Gian Nicola Maccarinelli Bonito alla batteria.
Gli altri due ospiti sono l’ex Scisma Sara Mazo e il musicista Pietro Leali: la prima fornisce il proprio inconfondibile contributo vocale nei brani Mariposa Gru e Il Parco Dei Principi il secondo va ad impreziosire diverse tracce in scaletta con un strumento sempre affascinante quale il trombone.

A livello musicale sono ovviamente le chitarre a prevalere. Chitarre, sia chiaro, non soltanto elettriche: dato l’elevato numero di ballads raccolte ed ipnotiche (su tutte la già citata Mariposa Gru e A Nastro) non mancano infatti quelle acustiche, il più delle volte strapazzate con decisione.
Il genere musicale complessivo risulta fortemente indie, a tratti più tendente allo shoegaze, a momenti virante invece sul minimalismo. Ne viene così fuori un disco equilibratissimo, a cui non sembra proprio mancare nulla dal momento che non solo è scritto assai bene, ma che è anche prodotto in maniera impeccabile. Si nota una raffinatezza di fondo molto coinvolgente e curiosa, se non altro visto l’efficacia dei pezzi e la strumentazione di base generalmente scarna.
Un lavoro che non deluderà, questo è certo. Da scoprire quanto prima.