L’amore è eterno finché dura
Un film serio e divertente, che si lascia guardare con piacere senza pretendere che se ne condivida la filosofia di fondo.
- Artista
- Carlo Verdone
- Etichetta
- Medusa
‘Forever young’, possa tu essere per sempre giovane, cantava Bob Dylan quando Carlo Verdone era un bambino. Ormai adulto da tempo, e calatosi nei panni dell’oculista Gilberto Mercuri in crisi matrimoniale, Verdone sembra fare difficoltà a capire la differenza fra l’essere per sempre giovani (e quindi sapere che l’amore è eterno, a dispetto di qualsiasi smentita) e il continuare a comportarsi come quando si avevano fra i venti e i trent’anni (come nel gioco dello speed date che significativamente apre il film). Per questo, delle tre generazioni protagoniste del film (il cinquantenne Gilberto con la moglie Tiziana-Laura Morante, le giovanissime che vanno a scuola o lavorano, ed in mezzo la giovane e brillante Carlotta-Stefania Rocca), Verdone intravede chiaramente la situazione “giusta” nell’età di chi è abbastanza adulto da non farsi troppe illusioni e abbastanza giovane da non farsi troppi problemi,. È Carlotta la chiave del film, il personaggio centrale della storia (mentre Tiziana-Laura Morante resta un personaggio un po’ patetico e poco rilevante), perché è lei che sa trovare l’equilibrio giusto fra l’amore e la libertà, fra il legarsi e il restare sciolti. Il che peraltro lascia come unica via di scampo quella che, con analogia al lavoro flessibile che si dice debba soppiantare il posto fisso, potremmo definire relazioni affettive coordinate e continuative, un mondo di ”co.co.co.” dell’amore che rappresenta una prospettiva quanto meno poco esaltante. Ma, ciò posto, Verdone ha l’indubbio merito di costruire, a partire da questo nodo irrisolto, un film assolutamente valido ed apprezzabile a prescindere dal fatto che si condivida o meno la filosofia di vita che esprime. Un film che lo conferma quale commediante capace di parlare di sé e del mondo attraverso l’arte di raccontarci una storia.


