Emergenti 22 Dicembre 2014

L’Arte Della Fuga

Riff abrasivi, Rock ai minimi termini e testi ironici: ecco la ricetta di questo bel disco indipendente italiano.

Etichetta
Skank Bloc Records

Ludwig Van Bologna è un gruppo musicale bolognese che per ragioni artistiche si è trasferito a Parigi senza però sconfessare la sua italianità rappresentata in questo disco dal linguaggio e dall’ironia.
Sono proprio le parole a caratterizzare maggiormente questo progetto: i testi in italiano, semplici e diretti, ricordano le strampalate storie dei Primus e parlano dell’idea balorda di andare al mare a soffrire il caldo sotto l’ombrellone, di una tosse fastidiosa che non vuole passare e di strampalati amori tra le macerie del terremoto.
Ma la vera chicca è Happy d. d. che parla di un fattorino che sogna di diventare una rock star e passa le notti in cantina a comporre e suonare a scapito del suo lavoro mattutino; è molto divertente quando i colleghi arrabbiati per la sua inefficienza lo redarguiscono in dialetto bolognese: «Va ban a lavurer, lasa ban ster il crossover» che tradotto vuol dire più o meno “vai a lavorare e lascia stare la musica”.
Per quanto riguarda il genere siamo di fronte ad un Rock scarno e minimale che ricorda i Zen Circus, contraddistinto da riff di chitarra semplici ma incisivi, dalla batteria che si limita a sottolineare i quarti e dalla voce che non canta ma “parlotta” con una atipica R moscia; le canzoni sono tutte brevi e compatte, senza cambi di tono o di ritmo ma coerenti ed omogenee. Insomma, un buon risultato di ispirato lo-fi.