L’audace bianco sporca il resto
Più che un album vero e proprio, assume quasi il fascino comunicativo di un libro dal timbro folk indie, che nel buio si fa luce da solo ed impone un silenzio finalizzato all'ascolto di riflessi e riflessioni
- Artista
- Leitmotiv
- Etichetta
- La Fabbrica
I Leitmotiv sono una realtà molto forte che si fa forza sulla musica stessa e gira attorno ad una voce riflessiva e carismatica, che sembra rivolgersi ad una cerchia di persone sedute lì a gambe incrociate nel bel mezzo di una riunione di manifestanti in piena rivolta sociale, a rivendicare il senso delle emozioni come diritti dell’uomo che affogano in una consapevolezza sottoforma di note.
La musica di questa band di origini pugliesi ha un po’ l’odore del popolo e di chi poi dal popolo si distingue a prescindere, facendosi portavoce di una realtà che gli appartiene ma da cui allo stesso tempo preferisce guardarsi, raccontandone i particolari ed ogni sfumatura come se fosse qualcosa di talmente esterno, talmente lontano da diventare paradossalmente fiaba tra le sue mani.
Favola elastica e maneggevole che assume le sembianze di un sogno imbevuto di speranza e volontà di denunciare e comunicare forti impressioni d’essere.
Sì, perchè i Leitmotiv sono musica che denuncia. Emozioni, ideologie, semplici storie, frammenti di passato mescolati ad echi di presente, speranze per il futuro; sono romanticismo ma anche rabbia positiva; sono insofferente passione e vogliono esserlo sputandone addosso il senso attraverso la propria musica.
Quest’album, più che un album vero e proprio, assume quasi il fascino comunicativo di un libro dal timbro folk indie, che nel buio si fa luce da solo ed impone un silenzio finalizzato all’ascolto di riflessi e riflessioni.
Il potere musicale è proprio questo. Non tutti sono in grado di percepirlo, non tutti sono in grado di gestirlo, i Leitmotiv sicuramente sì.


