Le Ferite del Vento
Uno spettacolo tocca nel profondo, riapre ferite mai cicatrizzate e lo fa con un linguaggio in bilico tra quotidiano e poesia, tra segreti e non detto, parlando di amore, amicizia, famiglia e di omosessualità con garbo ed eleganza. Un quadro amaro di rara bellezza che lascia allo spettatore varie domande esistenziali e un piccolo spiraglio di speranza.
- Artista
- Juan Carlos Rubio
Ultimo titolo in cartellone al Teatro Persiani di Recanati “Le ferite del vento” scritto da Juan Carlos Rubio nel 2004 e trasposto cinematograficamente nel 2017.
Alla morte del padre Raffaele, il giovane Davide si ritrova a dover sistemare le sue cose. Nel perfetto ordine degli oggetti lasciati dal genitore, uno scrigno chiuso attira la sua attenzione. Dopo aver forzato la serratura, per la quale sembra non esistere nessuna chiave, al suo interno scopre una fitta corrispondenza ingiallita dal tempo. La lettura di quei fogli lo porta a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare: suo padre Raffaele aveva una relazione con Giovanni, il misterioso mittente di quelle lettere appassionate.
Alessio Pizzech dirige uno spettacolo intenso e coinvolgente. A partire dalle scene di Alessandro Chiti che dividono lo spazio in due ambienti divers ( la casa di Davide e quella di Giovanni)i che vengono nel corso della storia scoperti dal protagonista. Anche il disegno di luci curato da Michele Lavanga diventa forza narrativa del racconto, cambiando i colori a seconda dell’atmosfera che viene sottolineata da elementi come il vento e le foglie, oltre che dalle musiche cinematografiche di Paolo Coletta e dagli incisivi costumi di Carla Ricotti.
Matteo Taranto nella parte di Davide convince nel tratteggiare un personaggio a tratti insicuro e a tratti orgoglioso, desideroso di scoprire tutta la verità sulla sua figura paterna.
Cochi Ponzoni interpreta Giovanni come i grandi sanno fare. L’attore è straordinario e sul palco ipnotizza per la sua bravura. È capace di passare dal registro comico e pungente a momenti di grande e delicata umanità. Oltre al mezzo vocale, usa una serie di sguardi e di espressioni che completano la sua parte.
Lo spettacolo tocca nel profondo, riapre ferite mai cicatrizzate e lo fa con un linguaggio in bilico tra quotidiano e poesia, tra segreti e non detto, parlando di amore, amicizia, famiglia e di omosessualità con garbo ed eleganza.
Un quadro amaro di rara bellezza che lascia allo spettatore varie domande esistenziali e un piccolo spiraglio di speranza.
A fine recita calorosi applausi hanno sottolineato un meritato successo, grazie anche all’ottima complicità tra i due attori.
Si chiude anche a Recanati una stagione teatrale che non ha deluso affatto le aspettative, grazie ad una serie di spettacoli diversi fra loro e che hanno accontentato tutte le esigenze.
In tempi non facili, il teatro resta una garanzia di aggregazione e di qualità, non lasciamolo morire
Le Ferite del Vento
di Juan Carlos Rubio
con Cochi Ponzoni, Matteo Taranto
regia Alessio Pizzech
scene Alessandro Chiti
costumi Carla Ricotti
musiche Paolo Coletta
light design Michele Lavanga
produzione Società per Attori


