Italiani 12 Febbraio 2008

Le Mani live @ Classico Village – Roma, 16 novembre 2007

Prendete cinque musicisti che vengono da lontano, aggiungete parole che profumano di vita vissuta, spruzzateci arrangiamenti accattivanti, shakerate il tutto con una buona dose di rock e avrete la ricetta perfetta per il concerto de Le Mani.
Sono le 23.30 passate quando la sala del Classico Village abbraccia con un applauso il quintetto che appare finalmente sul palco.
Anche se la loro discografia presenta solo un album, “In Fondo”, il live è stato strutturato con diciotto pezzi, cinque in più del disco, più il bis del famoso singolo Stai bene come stai.
Il concerto è aperto proprio da una di queste new entry, Colorando, canzone che Le Mani regalano a chiunque compri il loro disco su iTunes; si prosegue con Ricordi d’estate, pezzo brioso venato di malinconia, seguito da L’unica, morbida melodia che si fonde con un testo dolce amaro.
Ascoltando i pezzi del disco, live, si percepisce molto di più la vena rock del quintetto; la chitarra graffia letteralmente, la batteria è potente come non te lo aspetteresti, il basso vibra fino nello stomaco, l’elettronica delle tastiere ammorbidisce e velocizza, nello stesso tempo, il ritmo e la voce esplode all’inverosimile.
La bravura però non basta, ci dev’essere anche magia e Le Mani, si vede, sono cinque persone con legami d’affetto, tra di loro, al di fuori del palco, sono cinque musicisti che si amalgamano alla perfezione insieme, e da sotto il palco quest’alchimia si respira a pieni polmoni.
Verso la metà del concerto l’atmosfera si fa più intima, anche per la dedica che Gigi, il cantante del gruppo, fa a Gabriele Sandri, il ragazzo ucciso in un autogrill, da un colpo di pistola: è per lui il canto d’addio della toccante Sole d’inverno, parole che s’insinuano nell’anima e che senza accorgertene, la fanno sanguinare. Si prosegue con una cover di Tenco, Guarda se io dovevo, e uno strumentale, per poi arrivare al bellissimo pezzo acustico, chitarra e voce, Come nelle favole, in bilico tra poesia e canzone d’autore; il pubblico la sa a memoria anche non essendo uno dei singoli dell’album ma canta piano, quasi ad aver paura di coprire la delicatezza delle parole.
Gli ultimi pezzi sono suonati tra i balli e il divertimento generale; fra essi c’è Spara (presente nel cd singolo di Stai bene come stai), canzone che sprigiona una forte energia e che sottolinea le gran doti canore del cantante. Dopo Replay i cinque escono dal palco ma il pubblico vuole ancora emozionarsi e manca un pezzo importante in scaletta. Le Mani tornano ad imbracciare gli strumenti, ringraziano tutti e parte Semplice distrazione, l’ultimissimo singolo; poi è la volta di Parole, un inedito molto rock, che farà parte del nuovo disco, e per chiudere la serata, a grande richiesta, il quintetto risuona Stai bene come stai, tra gli applausi e le urla del pubblico.
Il sipario si chiude, ma solo metaforicamente, perché è innegabile che Le Mani abbiano tutti i requisiti per fare il cosiddetto “botto” e io glielo auguro, con tutto il cuore.