Editoriale 20 Ottobre 2013

Letter to Miley Cyrus (AKA Hannah Montana)

Sufjian Stevens, genio ormai conclamato tra le nuove leve della musica statunitense e non solo, non ha resistito. E dal suo blog ha confezionato una lezione, tanto ironica quanto frustrante, al grande fenomeno globale dell’ultima ora: la ex candida Miley Cyrus. E’ un assist troppo ghiotto perché è la classica scusa per prendere un piccione e una fava.

Per molti Miley Cyrus è l’innocente alter ego di quella Hannah Montana che, per anni, ha spopolato su Disney Channel con una sit com plastificata, rassicurante e per nulla trasgressiva. Il classico leit motiv ereditato dai cartoni della Marvel, della supereroina che fa una vita normalissima, ma che in realtà nasconde l’identità della popstar adorata da milioni di teenager americani. Per altri, Miley Cyrus è quel fenomeno da fiera dell’eros che agli ultimi MTV Awards ha spiazzato tutti tirando fuori tette e culo e inscenando una serie di pose degne di youporn.

Il risultato è stato, naturalmente, spettacolare: la ex diva dei teenager americani (e ormai globali), è schizzata agli onori delle cronache rosa, totalizzando milioni di click su youtube e 200.000 followers in più su twtitter e facebook nel giro di poche ore.

A questo punto, dopo quasi due mesi di levata di scudi e di ohhh di meraviglia, arriva la lettera di Sufjian Stevens, sferzante, a tratti professorale e per molti versi inattesa. Nei suoi testi (vedi Get it Right), la sboccata Miley Cyrus, o chi per lei, ignora le regole più elementari della grammatica anglosassone.

A parte la garbata ironia, la lettera di Suffjan Stevens è un chiaro gesto di resa. Ormai le pose della ex-adolescente Miley Cyrus hanno turbato gli animi anche delle anime più pure. Oppure, per chi si danna a creare qualcosa di nuovo e di veramente artistico, il successo prepotente della biondina di Nashville ha provocato una evidente frustrazione…

Sta di fatto che, agli occhi di noi poveri mortali, Miley Cyrus con il suo sguardo da aguzzina del marketing è risultata molto più disperata di milioni di artisti che si guadagnano il pane con i denti e con l’ingegno.

Sono solo piccole intuizioni, e non è malocchio, ma Illinois di Sufjan Stevens è un capolavoro e quello che ha fatto la ex Hannah Montana negli ultimi due mesi è solo plastica da raccolta indifferenziata.

(f.b.)